Mese: Febbraio 2021

A CUBA … IN TEMPO DI COVID

Dal 2012 per circa 3 mesi all’anno mi reco a Cuba costantemente.

Inizialmente è stata una normale vacanza poi anno per anno è diventato il mio paese adottivo. Clima caldo e temperato per tutto l’anno.

Oggi che scrivo 7 febbraio è stata una giornata calda: 29 gradi di giorno e 19 gradi la minima notturna. I bagni in mare il 31 di dicembre sono sempre stati un costante gioioso rilassante ricordo passato e presente. Dal primo viaggio Cuba mi ha ricordato la mia gioventù quando avevo 10 anni (quindi 45 anni fa)… La semplicità della gente, il saluto per strada, l’aiuto solidale di chi nel vicinato ha una infermità e tutti pronti ad una colletta o un aiuto … è la dimostrazione reale e viva di cosa è la solidarietà.

Mia figlia cubana di 10 mesi ha avuto una infezione e necessitava un antibiotico che non si trovava in farmacia; una serie di messaggi e di telefonate e abbiamo trovato il medicinale necessario e senza spese!!!

Mi è stata chiesta una testimonianza sulla situazione del Covid a Cuba. Questi pochi numeri dicono tutto. Dall’inizio della pandemia (marzo 2020) ad oggi 7 febbraio 2021 su una popolazione di 11.5 milioni cubani (circa 1/5 della popolazione italiana) ci sono stati questi casi: 33.484 casi infetti in quasi un anno, 5.595 attualmente i pazienti in ospedale, 5.527 con situazione stabile non grave, 240 deceduti in quasi un anno.

Il tasso di mortalità è minimo rispetto ad altri Paesi. Il controllo della Polizia in strada è costante; se vieni trovato a fare il bagno in mare la multa è di 1.000 dollari…

Ma soprattutto la sanità di territorio funziona!!! Ogni giorno passa una studente di medicina casa per casa e chiede il numero di persone in casa e se superiori a 60 anni e se tiene catarro o febbre…. In ogni quartiere (barrio) ci sono 2/3 zone cosiddette di Consulta dove è presente un dottore e una infermiera…. Visita senza prenotazione e quasi sempre con poca attesa…

In Italia si sono infettati di Covid 19 i miei 2 genitori, i miei 2 fratelli e uno dei miei figli… Forse la statistica ha evitato il mio contagio solo perché mi trovavo a Cuba in questi 2 mesi passati.

Sicuramente approcci differenti tra paesi molto differenti. Cuba è abituata a vivere in costante emergenza causa del blocco americano alle merci oppure causa il vissuto di un Paese sicuramente affascinante ma ancora molto povero nei luoghi dove non arriva il turismo.

Una considerazione finale extra il Covid a questo punto… Di sicuro in un paese socialista non si muore di fame e viene sempre garantita la Sanità pubblica e fino all’Università gratuita… Ma fondamentalmente c’è una forbice ampia di povertà/ricchezza tra chi ha un lavoro di un certo livello e di una certa responsabilità e chi svolge un lavoro di manovalanza o è pensionato. Dal 1 gennaio 2021 lo Stato ha aumentato gli stipendi di 5 volte come media (il minimo è passato da 20 dollari a 100 dollari mese) ma il raffronto va fatto con il conseguente aumento dei prezzi sempre deciso dallo Stato.

La cosiddetta libreta mensile della mia compagna e figlia (che comprende riso, latte in polvere, zucchero, olio, un po di pasta, e altro di prime necessità) è passata da 2 dollari a 20 dollari mese. Significa che l’aumento medio è stato di 10 volte… Una lattina di birra (che già aveva un prezzo altissimo di 1 dollaro) ora si trova a 2 dollari o 3 in ristorante. I turisti possono permettersi ristoranti vacanze in hotel ecc… Il cubano medio o ancor più basso di reddito deve inventarsi giorno per giorno come nutrire la propria famiglia o come comprare un paio di scarpe che costano 30/40 dollari….

Almeno tutto ciò avviene spesso con un sorriso tra le labbra… Ancor più quando inizia una canzone di salsa e tutti pronti a ballare…. Ancora un mese di vita cubana e rientro a marzo.

Di sicuro mi aspetta una Italia colpita al cuore dal Covid ma ancora più frustrata dal teatrino della politica di centro destra o sinistra che gli italiani non si meritano…

Un caro saluto.

Hola.

Ugo Retis

Riflessioni di una Volontaria

di Clitta Frigo

Il volontario accoglie, il volontario ascolta.

Per chi si presenta davanti al volontario c’è accoglienza senza alcuna distinzione di genere, di colore della pelle, di età, di fede religiosa, di provenienza, di scelte.

Tra la persona e il volontario si instaura un contatto. L’atteggiamento è sempre di rispetto da parte del volontario.  Il volontario non costruisce atteggiamenti di accoglienza su pregiudizi che possono venirgli in mente o che gli vengono trasmessi da terzi, perciò sospende qualsiasi giudizio o critica.

In un mondo che non sa più ascoltare prima di parlare, è fondamentale l’ascolto attento e attivo. Se mal volentieri si dà tempo e ascolto la persona se ne rende conto e non si sente accolto.

Ascoltare richiede energia. L’ascolto è accogliere in noi stessi le parole che ci raccontano la vita degli altri mettendo da parte noi stessi.

Ci si può trovare di fronte a situazioni di scoraggiamento, di rabbia, di paura, di rancore, di smarrimento, di stanchezza, di impotenza, di fragilità, di desolazione, di dolore.

È una responsabilità capire i passaggi di informazioni, di spiegazioni, di condivisione di notizie.

Magari la persona che è davanti al volontario pensa che chi gli sta di fronte abbia in tasca la soluzione di tutti i suoi problemi oppure spera che il volontario possegga una specie di assicurazione sulla vita di fronte alle difficoltà, si aspetta risposte e forse certezze.

Il volontario davanti a certe situazioni può faticare a mantenere un certo distaccamento emotivo, a non essere turbato, a non calarsi nei panni dell’altro. Eppure ci si impegna con consapevolezza, con semplicità e con pazienza ad accogliere le mille sfaccettature della questione, a capire l’essenziale delle circostanze. Bisogna comunque rimanere realisti e sapere che non si possono risolvere certe situazioni.

Si cerca di essere imparziali. Si coltiva un rapporto positivo evitando stereotipi e si cerca di costruire una relazione fondata sull’ascolto paziente e sulla comprensione. Quando non ci sono parole adeguate anche il silenzio è un senso di comunicazione.

Nell’incontro reciprocamente possono emergere emozioni ma mai la superficialità. Si sceglie di esprimere speranza alla persona che si presenta con i suoi dilemmi. Superare l’indifferenza e operare con approccio di solidarietà è fondamentale.  L’empatia e la vicinanza non devono mai mancare.

L’impegno preso dal volontario non è un compito semplice da svolgere. Ma si può fare!

CON-CORRENTI … quelli che corrono assieme

Ci sono temi nel nostro quotidiano che sono diventati così complessi e inestricabili che stiamo quasi rinunciando ad affrontarli. Uno di questi è quello economico, ovvero quello della sostenibilità del modo di fare economia della nostra società.

Il paradigma del nostro modello di sviluppo si basa sulla convinzione che la somma degli interessi individuali porta al benessere collettivo.

Ma siamo veramente convinti di questo? Non vediamo che ormai la polverizzazione di un’infinità di interessi particolari ha portato il sistema al caos più assoluto, rendendolo ingovernabile?

I limiti cui siamo giunti sono sotto gli occhi di tutti e la maggior contraddizione è rappresentata dal fatto che, in realtà, nessuno ci sta chiedendo conto dei “debiti” che stiamo scaricando sulle generazioni future, continuando a passare di mano un cerino acceso che è sempre più vicino a bruciarci le dita.

Fra i leader mondiali, sinceramente, non stiamo sentendo grandi idee a riguardo, se non fosse per una luce solitaria che brilla in questa oscurità: Papa Francesco.

Il Papa, con le sue più recenti encicliche e con i suoi continui richiami, sembra proporre l’unico progetto coerente per lasciare ai nostri figli un mondo che difficilmente sarà migliore, ma almeno che non diventi invivibile.

Con la “Laudato sì” è stato fortissimo il richiamo a prendere coscienza che il rispetto della natura non è un’opzione politica, ma l’unico modo per garantire la sopravvivenza della nostra specie.

Con “Fratelli Tutti” ha posto al vertice di ogni azione umana il rispetto della dignità di ogni essere vivente, e questo diventa un potentissimo regolatore delle libertà individuali in grado di arginare abusi che non sono più tollerabili.

Come si fa a continuare a mangiare il nostro piatto di pasta guardando in televisione i corpi annegati di persone che, tentando di sfuggire alle loro miserie, provano ad attraversare i nostri mari.

Eppure capita ad ogni pasto, e non sento nessuno cui il boccone sia andato di traverso.

Nel mondo di adesso, popolato di “individui”, il concorrente è un avversario, spesso un nemico … e al nemico è concesso di fare qualsiasi cosa con tutte le conseguenze del caso.

Ascoltando Papa Francesco però viene in mente che i concorrenti potrebbero essere anche quelli che “corrono assieme”, agendo in modo cooperativo, per massimizzare i benefici di una valorizzazione reciproca.

Chiaro che la prima vittima di questo sarà l’avidità.

Esempi di nuove tendenze cominciano già ad essercene tanti, e, solo per citarne uno, penso a come si stanno espandendo i principi de “l’Economia del Bene Comune” (https://www.economia-del-bene-comune.it/).

Questo però è un altro capitolo, che spero possa essere trattato in prossime occasioni.

Paolo Rudella