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intervista ad Aline Alonso a cura di Gianni Faccin

Aline, in breve, quale è la tua storia? 

Sono nata in Brasile, nella città di Rio de Janeiro. Lì mi sono laureata in Storia e ho lavorato su ricerca storica, consulenza politica e ho insegnato in scuole private. Mi sono post laureata a Lisbona, dove ho vissuto per quasi quattro anni. Lì ho conosciuto mio marito, abbiamo vissuto per un po’ in Spagna e poi abbiamo deciso di venire a Schio. Qui ci siamo sposati e abbiamo avuto nostro figlio. Subito dopo la sua nascita ho sentito un enorme bisogno di tornare nel mio paese, dal quale ero stata via per molti anni.Volevo che mio figlio crescesse come ho fatto io e volevo lavorare, riprendere la mia carriera, cosa che a Schio non potevo fare. 

Dopo 6 anni a Rio de Janeiro, ci siamo resi conto che la situazione politica stava prendendo una piega pericolosa, con una tendenza al golpe e al reazionarismo, creando un terreno fertile per l’emergere dell’estrema destra brasiliana, insieme allo stress di vivere in una grande città. Così abbiamo deciso di tornare a Schio in cerca di una vita più serena.

Quali sono le tue passioni principali? 

Sono appassionata della mia professione. Ricerca, produzione accademica, ma anche possibilità di condivisione del sapere. Lettura e cinema sono anche passioni, nuoto, trekking, spiaggia, sole e la musica brasiliana, la più bella del mondo per me.

E le cose a cui tieni di più? 

La maternità, senza dubbio, la mia famiglia e i miei amici. Sono cittadina del mondo, però con radici profonde.

Quale è stata la tua esperienza con il volontariato? 

Non avevo mai fatto volontariato in modo, diciamo, ufficiale, istituzionale. La prima volta è stata a Lisbona, nel servizio educativo di un centro culturale portoghese. È stata un’esperienza che in qualche modo mi ha aiutato a realizzare quello che volevo fare della mia vita, lavorare con l’educazione. 

Di recente ho iniziato un po’ alla volta a collaborare con Gsm San Giorgio partecipando ad alcuni progetti educativi e ad altre attività. Voglio integrare un progetto professionale, che sto cercando di mettere in moto, con attività di volontariato, ma sempre in campo educativo. Quindi aiuto compiti, doposcuola personalizzato e aiuto alla socializzazione. Credo che il mondo dei bambini, oggi più che mai, abbia un grande bisogno di supporto, non solamente didattico. 

Tuttavia, aiutare, collaborare, dare una mano a qualcuno che ha meno di me è una cosa di famiglia. Sono cresciuta in una famiglia di donne molto forti. Era molto normale far grandi pranzi a casa nei fine settimana, con persone che non conoscevo. Mia madre, ad esempio, ospitava amiche di amiche che venivano da altre città in cerca di lavoro, donne che cercavano una vita migliore. 

Crescendo ho capito chi fossero queste persone, le loro storie e i loro bisogni e posso solo dire che sono molto orgogliosa e grata di essere stata cresciuta con questi valori.

Se ti chiedessi di sintetizzare in una parola l’essere volontaria oggi, che cosa diresti? EMPATIA

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Con affetto