Autore: gsmsangiorgio

UNA RESPONSABILITA’ COLLETTIVA

Provo qui a proporre delle sollecitazioni volutamente crude ed in parte provocatorie sul destino dei nostri giovani. Se ne parla sempre meno in modo positivo; negli anni passati ce li siamo dimenticati; li abbiamo confinati in riserve sociali e culturali; li abbiamo relegati a ruoli sempre più marginali se non addirittura residuali. A loro sono state spesso applicate, per convenienza ed in modo troppo sbrigativo, etichette riduttive e spesso false. Qualche anno fa un politico capace e visionario quale Enrico Berlinguer disse: “Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e con gli oppressi, non c’è più scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia“. Una visione rivoluzionaria che valorizzava le energie personali ed intellettuali dei giovani; la loro voglia di rinnovamento; il loro desiderio di vivere pienamente la vita; la loro speranza di un futuro equo e giusto. Al contrario l’anno scorso in una conversazione sui giovani il filosofo Umberto Galimberti ebbe a dire: “Vivono di notte perché di giorno la loro voce è ignorata, nessuno li coinvolge, li chiama, li fa sentire risorse invece di problemi. Pur di non assaporare la loro insignificanza sociale preferiscono rifugiarsi nella notte o peggio bevono, si drogano, finiscono per dormire fino a mezzogiorno non perché dia loro piacere, ma perché così si creano un’anestesia dall’angoscia verso il futuro che preferiscono non guardare, rimanendo nell’assoluto presente“.

Cosa è successo in questi anni? Quali responsabilità abbiamo noi? Quali le loro attese e speranze? Domande ineludibili e preoccupate alle quali dovremo rispondere con l’ascolto ed il dialogo, con il rispetto e la consapevolezza, liberando spazi, ma soprattutto con vero ed appassionato amore.

Giorgio Santacaterina

RESPONSABILITÀ CONTRO LA PAURA.

Quello che sta avvenendo in tutto il mondo e pertanto anche nel nostro Paese a causa della Pandemia di Covid-19 sta alimentando grandi paure: quella per la propria situazione economica; quella per la temporanea perdita di spazi di libertà, di educazione, di cultura, di svago ed anche di culto; ma soprattutto l’angoscia che il virus si insinui in casa nostra e tra i nostri familiari. La paura può condurre ad atteggiamenti molto egoistici e pericolosi, così come sottolineato dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella: “questo virus tende a dividerci“. Capita che in questo periodo sia in aumento il numero delle persone in sofferenza e bisognose di un sostegno, non soltanto economico ed assistenziale, ma anche personale o più semplicemente ‘umano’. Affermava Gino Strada, citato di Tiziano Terzani: “siamo insensibili alla sofferenza del presente, e se si perde di vista la sofferenza di uno, se si parla di sofferenza in generale, non si capisce più la sofferenza“. Adesso si impone una assunzione di responsabilità di tipo politico e sociale, ma anche di tipo personale. Certamente nel contrasto al virus le decisioni più importanti spettano al Governo, alle Regioni, all’Istituto Superiore di Sanità e così via, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità. Però ciascuno di noi è sollecitato individualmente ad una responsabilità personale, consapevole, attiva e solidale nei confronti di chi abbiamo vicino. Prima di tutto rispettando le regole sull’uso della mascherina, sulla limitazione degli spostamenti, sul distanziamento Sociale e così via. Poi però è necessario guardarsi attorno per cogliere le richieste di aiuto, di ascolto e di gesti d’amore. Come ha scritto Enzo Bianchi: “farsi prossimo con amore richiede di assumersi la responsabilità dell’altro. Perché l’amore nella sua forma più alta prende la forma della responsabilità”. Scopriamo l’altro vicino a noi, mettiamoci in gioco, ascoltiamo, aiutiamo, condividiamo…in una parola amiamo! Perché come diceva ancora Enzo Bianchi: “siamo responsabili di quello che verrà, abbiamo un debito verso il futuro”.

Viviamo nel rispetto, condividiamo nella fraternità, aspettiamo chi resta indietro, costruiamo una Comunità che sia unita, attenta, responsabile, inclusiva e solidale. 

Un sereno Natale a tutti.

Giorgio Santacaterina 

CUSTODIRE LE RELAZIONI

Le relazioni sono una delle cose di cui dovremmo prenderci grande cura a livello personale e di comunità civile ed ecclesiale. Sono uno dei nostri patrimoni fondamentali! 

Il distanziamento di questi mesi di pandemia, potrebbe provocare perdite gravissime per il nostro futuro. In molti casi può accadere che … come si dice … ci si perde di vista, le relazioni si rarefanno … pensiamo cosa significa questo per un gruppo, una realtà associativa culturale o sportiva, un consiglio pastorale solo per fare qualche esempio. 

Ecco allora, nel rispetto massimo di tutte le regole e consapevoli che il virus non scherza, ognuno ha la responsabilità di darsi da fare per CUSTODIRE LE RELAZIONI imparando anche ad usare strumenti che riteniamo ostici, magari pericolosi, certo non semplici. 

Ecco allora che possiamo tessere relazioni anche grazie a zoom, youtube, whatsapp … dobbiamo volerlo però … la pigrizia non deve prenderci, dobbiamo essere disposti a imparare e a fare un po’ di fatica …. e allora chissà potremo anche farci sorprendere … e intanto ritrovare amici che pensavamo di aver perso nel deserto provocato dalla pandemia. Ma le relazioni sono più forti anche del virus. Basta che lo vogliamo!

Lauro Paoletto

TUTTI I COLORI DEL NOSTRO GIARDINO

L’isolamento a cui siamo stati e ancora saremo costretti dalla Epidemia, potrebbe avere conseguenze assai negative sul l’insieme delle nostre relazioni: personali, familiari, generazionali, sociali e comunitarie. 

Il comunicare con gli altri ha delle finalità pratiche come condividere le proprie conoscenze ed esperienze, esprimere la propria opinione, segnalare pericoli o anche chiedere aiuto. Ci sono però anche finalità più personali come la voglia di esprimere emozioni e sentimenti, la ricerca/offerta di empatia con gli altri, il bisogno di affermare la propria esistenza nella propria identità, la voglia di condividere l’universo mondo nel bene e nel male, nel bello e nel brutto.

Dice Massimo Recalcati: “La parola si soddisfa nell’ascolto dell’Altro. La mia parola è riconosciuta solo quando viene ascoltata.”

Sottolinea Michel E. De Montaigne: “La parola è per metà di colui che parla, per metà di colui che l’ascolta.”

Perciò c’è bisogno di un altro da sé disposto ad ascoltare. Qui nasce secondo me una relazione! Pensiamo all’insieme delle nostre relazioni come ad un bel giardino, con tanti fiori di tanti colori, di tante forme, con tanti profumi. Non lasciamo che l’isolamento lo inaridisca e lo sciupi. Pur rimanendo a casa nostra, al sicuro, teniamo i contatti con parenti ed amici, partecipiamo alle videoconferenze sui temi che più ci appassionano, seguiamo le attività proposte nelle nostre comunità!

Oggi si può fare. Impariamo a farlo!

Giorgio Santacaterina

Ascolto e Counselling … ce n’era bisogno prima, figuriamoci ora

Ci avviamo verso gli 8 anni di servizio alla persona e alla comunità da parte del centro di primo ascolto denominato Punto d’Incontro San Giorgio, e ci sembra importante dare a tutti gli Associati, Amici e Simpatizzanti, un piccolo resoconto dell’attività, specialmente in un periodo che di statistiche vediamo costantemente quelle dell’andamento del virus, dati che non vorremmo vedere ma che comunque ci danno la dimensione di una crisi che pare non finire mai.

I Volontari del Punto d’Incontro San Giorgio, alias “progetto DIMMItiASCOLTO”, hanno continuato a mantenere acceso il fuoco dell’ascolto attento: di questo c’era tanto bisogno prima del Covid-19, figurarsi durante la pandemia.

Nella prima fase del Covid-19 si è attivato un programma di “ascolto e counselling” online con ricorso a varie piattaforme. Successivamente da maggio si è ripreso anche l’attività in presenza. Al momento in cui scriviamo, l’attività procede online e in presenza, nel pieno rispetto delle disposizioni in essere momento per momento.

In sintesi, il 2020 ha visto uno sviluppo dell’offerta del nostro centro che ha ampliato la presenza territoriale nel comune di Thiene, ha attivato l’attività online e ha reso maggiormente disponibile la risposta al telefono, soprattutto per le persone sprovviste di internet. Il servizio, storicamente costruito su di un approccio di “ascolto e condivisione”, ha implementato il servizio grazie alla nuova modalità “ascolto e counselling”, inserendo appunto le abilità di counselling, quali fondamentali caratteristiche per una valida relazione d’aiuto.

Non solo ascolto quindi, ma anche profonda relazione che aiuti veramente chi è nel bisogno.

Nel corrente mese partirà la nuova iniziativa ORA MI SENTO MENO SOLA che è diretta alle persone anziane e sole, e che riprenderà uno strumento diffuso e importante in tempi di confinamento: il telefono.

Circa l’attività svolta dall’1 gennaio a tutto novembre 2020 ecco alcuni dati in evidenza:

Contatti 69, di cui via telefono 53 e diretti vis à vis 16

Di questi 18 sono rimasti fermi all’informazione telefonica o al primo scambio di idee e sono ora in fase di definizione

Gestione telefono, Volontari coinvolti 5

Operatori Volontari coinvolti con diversa intensità e frequenza negli incontri/colloqui compresi i counsellor 16

Incontri/colloqui svolti 120

di cui: in presenza 67 e online (telefono, piattaforme digitali) 53

Incontri di primo ascolto 88, incontri successivi di ascolto 52

Incontri di counselling 20

Stiamo proseguendo nell’analisi per capire le provenienze, le agenzie di provenienza e – soprattutto – i temi portati al primo contatto e al primo ascolto.

UN ANNO VISSUTO … PERICOLOSAMENTE

Dopo una lunga pausa riprendiamo il nostro dialogo. Per agevolarlo affiancheremo alle tradizionali forme di comunicazione anche la possibilità di incontrarci da remoto grazie alle nuove tecnologie, ma di questo vi daremo informazioni più avanti.

Difficilmente dimenticheremo il 2020. L’anno del Covid-19 con tutti i suoi vocaboli che ci evocano paure: epidemia, pandemia, positivo, virus, asintomatico, vaccino, terapia intensiva, tampone, mascherina, distanziamento per finire con lockdown. Ad un certo punto il peggio sembrava essere passato ed invece in questi giorni stiamo verificando che tutto si ripropone come prima, forse peggio di prima. Ci troviamo a fronteggiare una vera e propria emergenza sociale senza precedenti. Non solo di tipo economico, sanitario, culturale e politico ma piuttosto di relazione con l’altro o gli altri. Un pericoloso deterioramento del legame interpersonale, intergenerazionale e comunitario. Molte persone soffrono per situazioni di drammatica solitudine. Tantissime nell’ombra e nel silenzio. Il Gruppo Sociale e Missionario San Giorgio O.D.V. che da anni ha avviato i ‘Centri di Ascolto’ ha voluto aggiornare la propria offerta di ascolto condiviso, empatico e solidale con il progetto ‘DimmiTiAscolto’ proposto anche in modalità online (vedasi precedenti NiL). L’attività della Associazione è comunque proseguita. Abbiamo approfittato per progettare le nostre future iniziative, pensate quasi sempre in collaborazione con altre associazioni del territorio. Tra queste segnalo la partecipazione ad un Bando della Fondazione Cariverona e ad un altro della Regione Veneto. Il 22 ottobre si è svolta l’Assemblea Ordinaria per la approvazione del Bilancio Consuntivo per l’anno 2019, per la quale abbiamo sperimentato con successo la modalità di partecipazione da remoto, via Internet. Il 31 ottobre, grazie alla disponibilità del Centro di Servizio per il Volontariato di Vicenza, abbiamo offerto la possibilità di sottoporsi al Test Sierologico Rapido Covid-19 a 114 persone. Volontari del nostro Gruppo, delle strutture di solidarietà parrocchiali ed altre associazioni della città. Il servizio è stato molto apprezzato.

Chiudo ricordando che noi ci siamo e che insieme si può!

Arrivederci a presto.

Giorgio Santacaterina

22 ottobre 2020 – Assemblea Ordinaria per l’approvazione del Bilancio Consuntivo

Nell’Assemblea Ordinaria che si è svolta giovedì 22 ottobre è stato approvato all’unanimità dei presenti il bilancio consuntivo dell’Associazione.

La relazione al bilancio è pubblicata per intero nella sezione “associazione”.

Nella serata abbiamo avuto modo di sperimentare una nuova modalità di riunirci, in presenza e on-line simultaneamente.

Tutto ha funzionato nel migliore dei modi, permettendoci di riunirci senza timori anche in un momento in cui il distanziamento sociale impone precauzioni che limitano la possibilità di incontro fra le persone.

È questa la sfida più grande che sta emergendo da questa pandemia … riuscire a mantenere la SOCIALITÀ che dà senso al nostro essere COMUNITÀ.