Novità in Lettera nr. 85

La nostra associazione fa parte del tavolo sul tema delle “povertà” e lo condivide da tempo.
Di recente abbiamo partecipato alla pubblicazione di importanti dati sulle “nuove povertà” grazie all’indagine svolta dalla Cooperativa Samarcanda di Schio.

E’ stato un lavoro intenso di ricerca che ha coinvolto anche le associazioni del territorio con appositi incontri.
Rendiamo noto a tutti voi quanto è scaturito nel convegno con un resoconto curato dal nostro associato Gianfranco Brazzale.

Novità in lettera nr. 84

Sosteniamo un progetto missionario in Madagascar delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Salesiane di Don Bosco, in cui Suor Germana Boschetti, con la quale siamo in contatto da molto tempo, è il nostro collegamento diretto.

Il progetto è esposto di seguito ma, se volete maggiori informazioni, potete contattare il presidente, Giorgio Santacaterina, o la segreteria al nr. 333.4012669.

Siamo ETS

ETS e ODV, due sigle che sono previste dalla nuova normativa nota come Riforma del Terzo Settore.

L’assemblea straordinaria del 25 corrente, ha preso in esame la bozza di nuovo statuto associativo e ha deliberato su 33 nuovi articoli, approvando all’unanimità una nuova “carta” che ci guiderà in una nuova epoca.

L’epoca della valorizzazione di un settore detto “terzo” ma che di fatto dovrebbe essere definito “primo” per le funzioni sinora assunte e per quelle che dovrà assumere.

Rimane un settore fatto di associazioni, cooperative, organizzazioni fondate sul “volontariato” e sulla “promozione sociale”.

Torneremo in argomento sui dettagli del nuovo statuto, e in particolare sulle finalità espresse all’interno dell’ormai famoso art. 5.

Per ora basti ricordare che non siamo più ONLUS, ossia organizzazione non lucrativa di utilità sociale, ma siamo diventati  ufficialmente e formalmente ETS, ossia Ente del Terzo Settore e ODV, ossia Organizzazione di Volontariato.

Presidenza  Gsm San Giorgio ODV

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San Giorgio Onlus diventa ODV

Il 25 maggio 2019, rappresenta una data importante per la nostra associazione.

San Giorgio Onlus diventa ODV, in risposta al dettato di legge previsto dalla nota riforma del Terzo Settore.

Sarà l’assemblea straordinaria, pubblicizzata e convocata da tempo, a deliberare, ai sensi della legge che regola le associazioni, il “cambiamento”.

A circa 15 anni e mezzo dalla sua costituzione, questa piccolissima realtà di volontariato si deve adeguare alla nuova normativa che cancella le vecchie onlus e discrimina tra enti appartenenti e non appartenenti al Terzo Settore, e tra i primi distingue tra ODV (organizzazione di volontariato) e APS (associazioni di promozione sociale).

Il precedente direttivo, e da marzo scorso, il nuovo direttivo, hanno lavorato alacremente su questo tema, dovendo prevedere il cambiamento di elementi costitutivi non di poco conto (per es. lo statuto e in particolare, in esso, le finalità associative).

Tutti i consiglieri coinvolti hanno cercato di intravvedere nei testi statutari da cambiare, in aggiunta alle necessità formali e normative, contenuti culturali di innovazione e di prospettiva, con particolare riferimento ai temi del volontariato e della comunità, in cui la nostra associazione vuole continuare a proporsi come utile risorsa per tutti.

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La Redazione

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Forza di un titolo, di un’immagine

Torniamo sul titolo della nostra rivista, perché è indubbia l’importanza, come per tutte le cose che non siano banali, di capirne il come, ma anche, e prima ancora, il perché.

Un breve commento degli ideatori rafforza quanto scritto da Annamaria e completa la bella illustrazione fatta nell’articolo precedente.

[A cura di Dina Mantoan, della Redazione San Giorgio]

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Io penso che non sempre sia facile per tutti capire tante parole o immagini o espressioni. Non sono immediatamente traducibli in discorsi logici e articolati, perché possono essere semplicemente evocativi o simbolici.

E la copertina della pubblicazione lo è in modo particolare e ricco e di forte impatto significativo al quale la nostra ragione forse non è abituata …,ma va bene così per me, perché di fronte alle problematiche attuali ci si avvicina con immediatezza e coinvolgimento che certi colori e parole trasmettono con immediatezza e efficacia di significato.

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Un titolo, una immagine

Parliamo di ColoriAMO insieme, la nostra nuova rivista, e in particolare del suo titolo, ma anche della sua copertina.

[A cura di Annamaria Sudiero, della Redazione San Giorgio]

Gli articoli c’erano, bisognava trovare un titolo e un’immagine di copertina! Leggendo la rivista diventano molto chiari i temi e gli obbiettivi che il Gruppo Sociale e Missionario San Giorgio di Poleo Onlus desidera affrontare.

L‘aiuto agli altri, agli ultimi, alle PERSONE in difficoltà.

Ed ecco già qui evidenziata una prima parola che potevamo, anzi dovevamo, usare. E quando le persone sono in difficoltà, sia essa economica o emotiva, tutto sembra essere in bianco e nero. C’è allora bisogno di COLORARE in qualche modo quel malessere, quel bianco e nero. Da soli è difficile, bisogna unirsi, fare INSIEME. Ci siamo questo ci piaceva: COLORARE INSIEME ma bisogna farlo con amore, con disinteresse e allora COLORIAMO INSIEME! Perché, per chi? Un’altra parola che ricorreva spesso nei nostri pensieri era COMUNITA’, che deve essere fatta di e per le PERSONE. Fatto, ci siamo! COLORIAMO insieme per una comunità di persone Mancava ora l’immagine. Volevamo naturalmente richiamare l’Associazione e ci pareva giusto usarne il logo, il cui centro che rappresenta San Giorgio è, guarda caso, in bianco e nero. Bene, basterà circondarlo di colori! E invece no: a causa delle sue dimensioni ridotte risultava inadatto per una stampa a piena pagina. Abbiamo cercato e trovato un’immagine di San Giorgio, inusuale ma molto colorata e abbiamo deciso d’invertire la situazione. Il colore di San Giorgio al centro e circondato dalle parole che erano uscite durante la ricerca del titolo: AMORE, ASCOLTO, SOLIDARIETA’, PARTECIPAZIONE, APPARTENENZA, DONO, FUTURO, UMANITA’, INTERCULTURA.

Parole che si dovranno trasformare in azioni se vogliamo davvero “colorare insieme”. Ce ne sarebbero tante altre ma … chissà, le terremo in serbo per una prossima copertina.

La nostra rivista è ora visibile anche in forma digitale nel nostro sito a questo link   www.gsmsangiorgio.com/associazione/pubblicazioni/

Con la speranza di aver stuzzicato la vostra curiosità vi auguriamo buona lettura e naturalmente il nostro ringraziamento a tutto il Gruppo Redazionale San Giorgio di cui faccio parte (Beatrice, Dina, Gianfranco, Gianni e Giorgio S.) e alla “Grafiche Marcolin” di Schio che ha ottimamente messo in pratica e curato nei dettagli quello che noi avevamo solo abbozzato con le nostre idee.

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Meno povertà, sarà vero?

Secondo le statistiche dichiarate da qualche grande comune veneto, compreso il nostro, pare proprio di sì. E apprendiamo dalla stampa che anche a livello macro ciò sta avvenendo. Infatti secondo Eurostat la povertà sta crollando nel nostro paese anche se l’Italia si mantiene in una posizione tutt’altro che favorevole: tra i paesi europei più importanti presenta oltre 8% di poveri che è il dato più elevato. E tale circostanza non è grande segno di civiltà, specialmente per un paese che ritiene di essere protagonista di civiltà.

Penso occorra ripartire dalla ridefinizione di povertà, che oggi non può più essere assegnata unicamente al “solco economico”, e da un aggiornamento della sua misurazione oltre che da una sua rinnovata interpretazione.

Non credo che basarsi solo sulla lettura del dato statistico spieghi veramente fino in fondo il fenomeno odierno della “povertà”.

Io non sono per nulla convinto che sia diminuita. E lo dico grazie a ritorni che ricevo e le esperienze che mi fanno toccare con mano quotidianamente la realtà vera, tramite il servizio di counselling e il servizio presso i centri di ascolto gestiti come associazione.

Conto che gli enti locali tornino ad attrezzarsi su questo versante con una nuova volontà politica e con innovazione vera nel cercare che le persone non siano generalmente assistite ma “aiutate ad aiutarsi”. Per capirci, fuori dalla logica assistenzialistica del Reddito di Cittadinanza.

Sono a conoscenza che, anche nel nostro territorio, vi sono iniziative tese a capire di più e meglio (penso a quanto sta facendo qualche parrocchia, qualche associazione, Caritas e Diakonia Onlus e tante cooperative come per esempio Samarcanda Cooperativa Onlus, in vista di un nuovo e aggiornato sguardo sulle “povertà”.

Si tratta di tentativi, troppo spesso “sottotraccia”, di mettere intorno ad uno stesso tavolo operatori, amministratori, agenzie sociali, pubbliche e private – civili e religiose, per cercare di coordinarsi innanzitutto sulle conoscenze per poi tentare una strada comune che ci faccia uscire tutti dalla “esclusività della gestione del proprio usuale e limitato dominio”.

Di seguito l’intervento, cui ho fatto cenno all’inizio dell’articolo, tratto da Huffingtonpost del 4 maggio dal titolo “Diminuiscono i poveri in Italia. Eurostat: “Nel 2018 un milione in meno” a cura della Redazione Huffpost (ecco il link:

https://www.huffingtonpost.it/entry/diminuiscono-i-poveri-in-italia-eurostat-nel-2018-un-milione-in-meno_it_5ccd83e9e4b0e4d75733336a?utm_hp_ref=it-homepage).

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In Italia diminuisce la povertà. Le persone in situazione di disagio economico, secondo l’Eurostat, sono calate in maniera significativa. Secondo le ultime tabelle, basate su dati provvisori, le persone che affrontano una “grave deprivazione materiale” erano 5.035.000, oltre un milione in meno dei 6,1 milioni del 2017.

Si tratta dell′8,4% della popolazione a fronte del 10,1% del 2017. È il dato migliore dopo il 2010.

Si considera deprivazione materiale grave la difficoltà ad affrontare almeno 4 su 10 spese normali: pagare un mutuo, riscaldamento, mangiare proteine regolarmente, fare una settimana di vacanza, avere la macchina o un telefono.

Il dato nonostante il forte calo è il più alto tra i grandi paesi europei con la Germania stabile al 3,4% e la Francia in aumento al 4,7% mentre la Gran Bretagna registra una crescita al 4,6%. Per la Spagna manca la previsione 2018 ma era al 5,1% nel 2017.

La situazione è migliorata per tutte le fasce di età ad esclusione di quella dei bambini più piccoli, con la percentuale dei minori di sei anni in condizione di disagio che passa nel 2018 dall′8,5% all′8,8%. Per gli under 16 si registra un miglioramento tra il 9,8% del 2017 all′8,4% del 2017 mentre per gli over 65 la situazione migliora notevolmente passando dal 9,4% al 7%. Alta anche la percentuale delle persone in difficoltà nella fascia centrale di chi è in età da lavoro (25-54 anni) con l′8,8% in una situazione di grave deprivazione materiale a fronte del 10,4% del 2017.

Tra le spese alle quali non si riesce a fare fronte (almeno quattro su 10 per essere considerato in una situazione di deprivazione grave) ci sono il pagamento del mutuo, dell’affitto o delle bollette, il riscaldamento per l’abitazione, le spese impreviste, la possibilità di mangiare proteine con regolarità, una settimana di vacanza, la lavatrice, la televisione, la gestione di una macchina e il telefono.

(a cura di Gianni Faccin)

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www, comunicare il terzo settore?

Non solo per comunicare il terzo settore!

Infatti non abbiamo ristrutturato il già esistente sito web solamente per scrivere in modo specifico del settore a cui apparteniamo, e non solo per aderire ad un esplicito dettato della legge di riforma che prevede per tutti gli enti coinvolti, come la nostra associazione, di pubblicare – meglio se nel web – quanto viene raccolto in denaro e come viene destinato (in breve il bilancio finanziario), perché tutti possano sapere e verificare.

Abbiamo rinnovato il nostro sito – che mantiene la denominazione e il dominio originali – per adeguarlo dopo diversi anni alle nuove esigenze di comunicazione e alle nuove regole che interessano il mondo internet.

Si tratta di comunicare in modo semplice ed efficace le nostre attività, le peculiarità associative, i programmi, ma anche le nostre idee per un mondo migliore, a partire dal mondo del volontariato.

In effetti, Internet è, tra le altre cose, uno spazio aperto di comunicazione e una piattaforma per la partecipazione e lo scambio di conoscenze. Da tempo ormai è divenuto, con la sua estrema diffusione, un medium di massa. Il world wide web (www) permette di pubblicare di tutto, ma veramente di tutto.

Ed è proprio per questo che da molti mesi lavoriamo al progetto di una sua strategica collocazione nel mondo virtuale e alla sua revisione. Sarà infatti attraverso il web che manifesteremo nel modo più evidente il desiderio di presentare pubblicamente le nostre idee.

Vogliamo porci l’obiettivo di comunicare efficacemente la nostra attività e le nostre idee, e la progettazione del sito e la strutturazione dei contenuti rappresenta uno dei primi passi, insieme alla recentissima pubblicazione del primo numero della rivista associativa “ColoriAMO insieme – per una comunità di persone”.

Il Consiglio Direttivo

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