Categoria: Novità in Lettera

I NOSTRI GIOVANI: Chiara…i suoi sogni e il suo impegno

Chiara in bianco e nero

di Gianni Faccin

Chiara, dicci qualcosa di te, presentati

Sono laureata in servizio sociale e ho sempre lavorato in ambito educativo-artistico. La passione per la musica, trasmessa dalla mia famiglia e in particolare da mio padre, mi ha accompagnato fin da piccola, e crescendo ho cominciato a sognare che questa componente potesse diventare qualcosa si più che un hobby nella mia vita. Mi sento, al di là dei ruoli ricoperti, una donna pellegrina, che ad ogni passo del cammino cerca di essere più fedele a sé stessa.

Quali sono le tue passioni principali?

La musica accende in me una fiamma difficile da spegnere e ancora oggi mi richiama più di tante altre cose. Negli ultimi anni ho scoperto in me un amore anche per il movimento, la danza, come libera espressione di ciò che abbiamo dentro, e per le arti in generale, soprattutto quando si intersecano fra loro rendendo labili i confini fra una disciplina e l’altra.

E le cose a cui tieni di più?

Tengo molto allo spazio di Silenzio che ci permette di ritrovarci quando ci perdiamo tra pensieri e problemi quotidiani. Quale è stata la tua esperienza con il volontariato? Ho svolto volontariato per molti anni in ambito sociale: spesso questa attività nascondeva il bisogno di sentirmi utile, oltre che a rispecchiare alcune qualità che sicuramente erano presenti dentro di me.

Secondo la mia esperienza però, la vera soddisfazione affiora negli istanti in cui non “fai” più niente, ma porti semplicemente ciò che sei agli altri e lo condividi.

Se ti chiedessi di sintetizzare in una parola o in una frase l’essere volontario oggi, che cosa diresti?

Consapevolezza. Esprimere sé stessi a servizio degli altri.

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La gioia di condividere le ultime notizie!

Lettera della nostra Suor Germana Boschetti

“Amici carissimi, siamo all’inizio del nuovo anno scolastico e con gioia ho saputo che anche per gli alunni italiani si prospetta un anno migliore dello scorso ! BUON ANNO SCOLASTICO A TUTTI !!!

Da noi, qui a Ambanja le novità sono « TANTE E BELLE » !

Come vi avevo scritto i lavori di costruzione della nuova scuola sono cominciati e, non ci crederete, la settimana prossima, siamo quasi sicuri che tre aule potranno essere occupate dai bambini !!! Per la fine di ottobre saranno finiti i due uffici e otto aule : tre per la materna e cinque per le elementari. Per ora abbiamo sono le prime tre classi delle elementari. Abbiamo avuto tante richieste per cui si è aggiunta un’altra sezione dei « mezzani » della scuola materna…. W la vita !!!

Il progetto prevede la costruzione, non l’arredamento, ma un po`alla volta, metteremo il necessario. Per ora utilizzeremo quanto abbiamo e, per l’indispensabile stiamo avanzando a piccoli passi con il vostro aiuto che, grazie alla vostra generosità, non ci è mancato e, certamente, non ci lascierete mancare!

Già sono pronti i banchi per 50 alunni e per altri 20 sono in lavorazione.  Gli altri banchetti sono quelli già in uso negli anni scorsi.

Abbiamo parecchi nuovi alunni, (sono ben 214) perchè i genitori o i tutori si sono passati parola e il nostro « stile DON BOSCO » convince e attira … Una grande responsabilità che ci chiede coerenza e amore concreto  senza limiti !!!  I genitori e i tutori ci hanno chiesto, già dallo scorso anno, che la nostra scuola sia di « espressione francese ». A Ambanja, purtroppo, si parla solo dialetto e il malgascio ufficiale s’impara a scuola, ma non si utilizza nel quotidiano ! Ai bambini non è difficile imparare una lingua….la difficoltà è per le insegnanti !!!  Ma non ci lasciamo intimorire, anzi, ci siamo messi tutti d’impegno e buona volontà. Abbiamo in programma anche l’utilizzo di strumenti e materiale didattico studiato per i bambini…  Dico in programma perchè… faremo i passi a seconda delle possibilità economiche !!!

Condivido una sofferenza grande : quasi tutti i bambini della zona (Ambanja è una piccola cittadina di campagna non lontana dal mare) non vivono con i due genitori !!! Molti di loro sono stati abbandonati o dal padre o dalla madre o… dai due e sono stati accolti e vivono con parenti : nonni, zii, cugini,… o vicini di casa ! Ecco la grande necessità che queste piccole creature, già provate dal dolore, trovino attenzione, affetto, amicizia e capacità educativa a tutta prova. E’ quanto ci siamo impegnati : comunità FMA, insegnanti e rappresentanti dei genitori. Lo scorso anno scolastico abbiamo organizzato le elezioni e ora abbiamo il rappresentante dei genitori di ogni classe. Esperienza nuova e positiva di corresponsabilità e collaborazione.

Appena ci trasferiremo nelle nuove aule v’inviero’ le foto che, certamente aspettate e vi faranno piacere !  Il mio saluto questa volta è « A PRESTO !!! ».

Con tanta riconoscenza, amicizia e l’assicurazione della nostra preghiera”

Suor Germana Boschetti (AMBANJA – MADAGASCAR)

Bella Notizia!

di Suor Germana Boschetti (Ambanja – Madagascar)

Carissimi amici e benefattori,

il 24, festa di Maria Ausiliatrice, ci è arrivata la bella notizia che il progetto per la costruzione della scuola che avevamo da tanto tempo presentato ad un Organismo della Germania, è stato approvato!

Questo ci toglie una preoccupazione davvero “grossa”: per il prossimo anno scolastico non sapevamo dove mettere gli alunni della terza elementare!

Molti di voi sanno che cinque anni fa, in questa missione, abbiamo cominciato la “scuola” con bambini della “sezione piccoli” della scuola materna, cioè bimbi di tre anni.

Ogni anno sono entrati “nuovi piccoli”! Il motivo dell’apertura della scuola materna è che tante giovani mamme e anche qualche giovane papà continuavano a chiederci di aiutarli … di fare qualcosa per permettere loro di lavorare per sostenere le necessità della famiglia, visto che spesso, sono lasciate sole o lasciati soli con figli a carico.

Finiti i tre anni della materna, le stesse mamme e papà ci hanno “supplicate” di cominciare la scuola elementare. Coscienti che non avevamo abbastanza locali, abbiamo fatto il possibile e l’impossibile per accogliere gli alunni della prima elementare. Nella missione abbiamo liberato due stanzette, davvero molto piccole, e le abbiamo “adattate” ad aule.

Quest’anno i primi allievi che abbiamo accolto sono già in seconda, vedeste come sono cresciuti e “fieri” di essere i più grandi, i primi alunni della scuola “MARIE AUXILIATRICE”!

Tra qualche giorno verrà l’impresario per gli accordi e per decidere la data dell’inizio dei lavori. Vi terrò informati …

Per quanto riguarda i contagi e la vita quotidiana della nostra regione, posso assicurarvi che si è “quasi” tranquilli. Ci sono norme “obbligatorie” che qui, nella missione e nella scuola, cerchiamo di rispettare, anche se poi al mercato, per la strada … sembra che nessuno pensi alla possibilità di trasmissione della malattia! Per ora sembra che qui ad Ambanja non ci siano casi; anche all’ospedale si è meno tesi e attenti!

Domenica sera aspettiamo il discorso del Presidente che ci dirà la situazione del Paese e delle diverse regioni, in particolare di quelle che in questo periodo sono isolate, e informerà sulle decisioni prese dal Governo per i prossimi quindici giorni.

Un caro saluto a ciascuno di voi. Auguro giorni di serenità a voi e a quanti vi sono cari.

Con i nostri alunni vi affidiamo a Maria Ausiliatrice con la certezza che Lei vi sarà accanto!

LA MIA ESPERIENZA DI VOLONTARIO

di Gianni Bigolin

L’ho scoperta vent’anni fa. Un amico mi ha chiesto di partecipare ad un pellegrinaggio a Lourdes ed io ho detto proviamo…

In quel pellegrinaggio ho scoperto che aiutare le persone in difficoltà ti riempie la vita e ti fa capire quanto fortunato sei ad avere tante e tante persone vicino e che ti attorniano.

Ho capito che c’è una differenza sostanziale tra volontariato e carità cristiana, il volontariato lo si fa per la propria volontà invece la carità cristiana si fa vedendo Gesù nella persona che aiuti, qualunque difficoltà abbia.

Ho spaziato in molte attività di volontariato tra tossicodipendenti, disabilità e problemi giovanili come gli “affidi”.

Riscopro sempre che essere d’aiuto ai tossicodipendenti, secondo me, è un vero servizio di volontariato, perché queste persone distruggono la loro vita da sole e spesso, qualsiasi cosa si faccia per loro, diventa incomprensibile per noi volontari non vedere un risultato immediato. Avviene anche di sentirsi impotenti e di venire offesi da queste persone. Va anche detto che non manca la rivincita che sta nella soddisfazione di vederli “usciti dal tunnel”, (anche se solo in pochi casi).

E’ impagabile una vita salvata alla morte, una vita che rinasce, una vita che può aiutare altre vite a rinascere.

Nell’aiutare le persone con disabilità, invece, hai una soddisfazione immediata, perché con uno sguardo, un abbraccio, un sorriso o un grazie ricevi subito un contraccambio del gesto che hai compiuto.

Le emozioni che si vivono nell’aiutare le persone che si riconoscono nel disagio, sono emozioni di gioia, e non ci rendiamo conto che facendo questi gesti di vicinanza ed attenzione concrete riceviamo moltissima energia. È proprio come ci viene insegnato dal Vangelo: saremo ricompensati 100 volte tanto.

L’esperienza con i ragazzi in affido è una esperienza totalmente diversa. I giovani sono feriti dentro da persone adulte, ovvero dai loro genitori.

Abbiamo iniziato io e mia moglie, che condivide con me le esperienze di carità cristiana, prendendo in affido G., una ragazza orfana di padre e con la madre alcolista.

Ha vissuto in casa nostra un anno circa poi ha deciso di rientrare in comunità.

Alla domanda perché hai deciso di andare via? Lei ha detto che non lo sapeva. Pur confermandole, di nostro, la sua buona situazione, circondata da persone disponibili e che le volevano bene, con nuove amicizie, con un lavoro, un tetto, si è poi detta preoccupata della madre che avrebbe voluto aiutare. A sedici anni è questo che la tormentava e la motivava a scegliere. E’ tornata in comunità e da là ha provato a fare qualcosa per la mamma. Ora G. sta bene, ha un fidanzato, un figlio e ci sentiamo spesso.

Abbiamo poi fatto la famiglia di supporto con L., una ragazza abbandonata. La famiglia di supporto è aiutare una famiglia che ha in affido un bambino.

Stiamo ancora seguendo questa ragazza che ha compiuto 19 anni poco tempo fa. Questa ragazza ci sente come suoi genitori perché ogni qualvolta senta utile una chiacchierata o non stia bene ci chiama. E’ bello sentirsi punto di riferimento per qualcuno e dà un senso alla propria vita.

Altre tre esperienze di affido sono venute negli anni precedenti con sviluppo alternato, a volte positivo, a volte negativo.

In questo periodo è arrivato un bambino, D., senza famiglia accolto con amore perché resterà con noi a vita, se vorrà, quindi siamo aperti ad essere genitori educando e insegnando a lui e imparando noi che la vita è un dono.

Auguro a tutti di dedicare la propria vita agli altri senza riserve.

Buona vita a tutti.