Servizi di prossimità

  • Orti sociali

Non solo frutti, ma anche … 

L’attività degli orti sociali, sorta nel 2015 dalla nostra associazione, viene continuata da alcuni coraggiosi soci, che vorrebbero rilanciarla per il prossimo anno anche per stimolare la partecipazione.

L’iniziativa si sviluppa su una porzione di terreno adiacente alla canonica che la Parrocchia di Poleo ha dato in comodato d’uso all’Associazione: ne sono stati ricavati dei piccoli appezzamenti di circa 70,00 mq ciascuno, che vengono assegnati a chi intende coltivarli ad ortaggi, piccoli frutti, fiori, previa sottoscrizione di un regolamento.

Una parte di OrtiPoleo poi è “ad uso comune” allo scopo di donare il ricavato alle opere di beneficienza. Significativa è stata l’esperienza comunitaria della coltivazione delle patate che dopo la raccolta sono state distribuite ai soci e ai parrocchiani: le loro offerte hanno contribuito ad incrementare il “fondo di solidarietà San Giorgio” per le persone bisognose.

Questo progetto si propone non solo di favorire il rapporto diretto con la natura, la conoscenza ed il rispetto dell’ambiente, ma anche di promuovere una cura della salute che si concretizza con l’esercizio fisico all’aperto e una sana nutrizione.

Il Gsm San Giorgio con questa buona pratica si pone soprattutto l’obiettivo di rivitalizzare la comunità: noi stessi abbiamo verificato che il progettare insieme con entusiasmo, chinarsi sullo stesso pezzo di terra, utilizzare gli stessi strumenti, procurare l’acqua gli uni agli altri, sudare, pensando alla solidarietà che supera il gruppo… tutto ciò è servito per approfondire ed arricchire le relazioni interpersonali. Questo, a sua volta, favorisce l’inclusione sociale dei singoli e quindi rafforza la coesione e l’armonia della comunità.

 

E’ da segnalare anche la positiva esperienza di aver coinvolto i 5 richiedenti asilo ospitati in canonica, insegnando loro le pratiche colturali con l’assegnazione di un piccolo appezzamento di terreno dove coltivare pomodori, zucchine cipolle e altro per il loro sostentamento.

In tal modo i giovani maliani sono stati accolti, valorizzati e hanno ricevuto stimoli utili al loro inserimento; noi abbiamo potuto scoprire qualcosa delle loro tradizioni agricole, delle loro abitudini alimentari legate a quell’ambiente della terra africana così diversa dalla nostra.

Soddisfatti dei buoni risultati ottenuti, si riparte per affrontare la prossima stagione con la speranza di incontrare nuovi amici con cui coltivare anche … il frutto dell’amicizia. Vi aspettiamo!!!

[da ColoriAMO insieme febbraio 2019 – Gianfranco Brazzale]

 

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  • Persone anziane e sole

CREARE LEGAMI CHE CONTANO

Siamo un gruppo di amici, tutti membri del GSM San Giorgio onlus di Poleo , che, grazie all’aiuto e alla disponibilità di un altro gruppo di volontari già presente in Casa Valbella da molti anni, siamo stati inseriti presso la struttura per  svolgere un servizio di volontariato. Dalla fine del 2014 abbiamo il piacere di incontrare tutti i giovedì gli anziani, ospiti del Valbella, e di passare con loro un’oretta, aiutandone alcuni nell’importante momento della cena. Per questo ci siamo dati un nome: Valbellici”.

Il nostro è un servizio semplice, ma allo stesso tempo gradito e apprezzato anche dal personale della struttura che negli orari dei pasti deve fare le corse per garantire a tutti un pasto caldo, dovendo assistere contemporaneamente tante persone. Questa nostra oretta settimanale è tanto attesa da noi, ma anche dai” nostri nonnini”, che gradiscono di tanto in tanto anche la compagnia di persone più giovani e, quando ci vedono arrivare, ci accolgono sempre con un sorriso, che vale più di mille parole.

Il loro volerci bene è manifestato anche dal mitico Lino, il pittore di Valbella, che spesso ci omaggia delle sue apprezzate pitture floreali.

Purtroppo, a volte capita che ce ne torniamo a casa amareggiati per la scomparsa di uno di loro, ma questo ci dà motivo per continuare con costanza e soprattutto con amore questo impegno.

Molti degli ospiti del Valbella hanno la fortuna di essere seguiti dai familiari, ma altri purtroppo sono soli nel dover affrontare gli ultimi anni della loro vita; il velo di tristezza che ricopre i loro occhi ci tocca nel profondo, tanto che, prima di andarcene, spesso andiamo nelle varie stanze a salutare, a chiedere come va, o semplicemente ad augurare un buona notte, un bacio e un abbraccio sono  sempre molto graditi.

Questo è in sintesi il nostro servizio in Valbella, che rappresenta davvero una goccia nell’oceano, ma lo svolgiamo con il sorriso e con il cuore, per noi vuol dire già molto.

[da ColoriAMO insieme febbraio 2019 – Barbara Calgaro, Tiziana Dal Maistro, Vania Zanella, Paolo Cacciavillan, Valter Zanella]

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  • Centro di primo ascolto: il Punto d’Incontro San Giorgio

Il segreto è ascoltare, perché nessuno lo fa più

Lo slogan che ci accompagnò alle origini e che ci risuona ancora oggi è un detto di Dietrich Bonhoeffer “Il primo servizio che si deve dare al prossimo è quello di ascoltarlo”.

Sono passati poco più di sei anni da quando è nato il Punto d’Incontro San Giorgio. Inizialmente, in canonica a Poleo si è dedicato all’incontro di persone residenti nel quartiere di riferimento che manifestavano disagio, utilizzando prevalentemente l’ascolto attivo. E’ stata una forte esperienza innovativa di “primo ascolto”, che prevedeva ulteriori percorsi a seconda che le persone manifestassero esigenze lavorative, di studio, di avvicinamento al volontariato, economiche ed esistenziali. Il tutto veniva anche integrato, se richiesto, in percorsi personalizzati di counselling, una delle forme emergenti in Italia di relazione d’aiuto. Nel nostro caso, puro volontariato sociale in piena gratuità.

Il gruppo di volontari, che gestiscono questo “centro di ascolto”, conta oggi ventidue operatori. Esiste una supervisione ormai consolidata di uno specialista (psicologo e psicoterapeuta) per le attività formative interne e di revisione. Esiste una conduzione formativa da parte di altro specialista (counsellor relazionale e specializzato in gestione gruppi) per le attività rivolte alla cittadinanza. Ed esistono, infine, diverse competenze nei volontari, legate alle diversissime provenienze professionali o formative, nonché legate alla formazione permanente che viene realizzata. Tra i volontari vi sono anche sei profili counsellor, dei quali due sono relazionali professionisti, uno è filosofico e tre sono in formazione.

Nel nostro centro abbiamo sinora attivato sei tirocini di counselling, riguardanti quattro scuole distinte, dei quali solo tre sono ancora in corso.

Ma è la dimensione dell’Ascolto vero, perché autentico, a farla da padrone.

Che significa Ascolto vero?

Non è difficile, ma possiamo renderci conto ogni giorno come ciò che è più ovvio o più semplice risulti alla fine ciò che diamo per scontato e quindi quella parte del vivere che non attiviamo, creando a noi stessi e agli altri problemi interminabili, talvolta gravi, come la stampa ogni giorno ormai ci racconta.

Mi piace molto quanto ha scritto una volontaria del nostro centro al riguardo (Annamaria Sudiero): “Ascoltare significa prestare attenzione. Per farlo è necessario capire il tono, le parole con cui si esprime una persona, cogliere l’emozione con cui condivide il suo stato d’animo, dare attenzione ai piccoli gesti e al suo modo di porsi. Per ascoltare dobbiamo insomma usare anche gli occhi, il cuore e la mente. Spesso la parola che viene taciuta è molto più importante della parola che viene detta. Penso che i silenzi, a volte, possano urlare! Non tutto è dicibile ed esprimibile, perché c’imbarazza, si prova vergogna o perché si ha paura del giudizio degli altri. Ma ciò che non viene detto provoca sicuramente un’emozione e se stiamo ascoltando una persona con gli occhi e col cuore possiamo almeno intuire che … vorrebbe ma non dice. Enzo Bianchi dice così: “Sentire è facile perché esercizio dell’udito, ma ascoltare è un’arte perché si ascolta anche con lo sguardo, con il cuore, con l’intelligenza” (https://dimmitiascolto.wordpress.com/2018/09/07/i-silenzi-possono-urlare/).

[da ColoriAMO insieme febbraio 2019 – Gianni Faccin]

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  • Aiuto economico corresponsabile

Aiuto consapevole

Al fine di rendere gli aiuti “più consapevoli”, in alcuni casi si è intervenuti attraverso la concessione di “prestiti con restituzione”, volti a soddisfare l’esigenza immediata di pagamento iscrizione/rette scolastiche, diluendo poi nel tempo (indicativamente in 12 mesi per non gravare sull’impegno di restituzione la famiglia) il rimborso. Apprezzata la serietà delle persone facilitate, che hanno onorato alla scadenza gli impegni.

Un intervento in fase di valutazione da parte del Consiglio Direttivo del Gsm San Giorgio riguarda il possibile aiuto a famiglie frequentanti la Scuola Primaria di Poleo per la frequenza del dopo-scuola, attivato presso la Scuola Materna San Giorgio.

È un’iniziativa che ha trovato un riscontro inaspettato, vuoi per la necessità di trovare da parte delle famiglie una collocazione ai figli nei pomeriggi dove la scuola primaria non effettua il rientro (3 giorni alla settimana), vuoi per la professionalità delle educatrici e dell’insegnamento che si accompagna ad una stretta collaborazione con le insegnanti della “primaria”.

Si sta andando oltre, cercando di impostare un’azione educativa, spesso sostitutiva di quanto dovrebbero fare le famiglie, per dare ai ragazzi quei principi che possano aiutarli nel percorso di crescita.

Quindi non solo pranzo e compiti, ma anche educazione!

Siamo a conoscenza che ci sono famiglie della “primaria” che avrebbero estrema necessità che i loro figli potessero frequentare il doposcuola, soprattutto per la parte educativa, ma non hanno i mezzi economici per far questo e quindi i ragazzi vengono abbandonati a loro stessi.

Nel limite del possibile si intende dare un contributo a queste famiglie (anche qui, una parte della retta dovrà essere sborsata dalle famiglie per una presa di coscienza del valore del progetto), che non è puro assistenzialismo, ma deve essere compartecipazione.

Riuscire a far sì che tutti gli alunni abbiano lo stesso diritto all’educazione e, soprattutto, si sentano pienamente integrati nel contesto scolastico senza creare differenze tra chi può e chi non può, ci pare un’azione di fondamentale importanza.

[da ColoriAMO insieme febbraio 2019 – Beppe Sola]

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