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intervista a Gabriella Toso a cura di Gianni Faccin

Gabriella, in breve, quale è la tua storia

Dopo 15 anni alla Lanerossi come impiegata, ho lasciato il lavoro per dedicarmi alla famiglia e in particolare ai miei tre figli.

Oltre alla famiglia quali sono le cose a cui tieni di più?

Beh, direi l’Associazione e il volontariato. Amo i viaggi culturali e quelli in ambiente naturale, in modo particolare la montagna. Adoro la musica e il canto ma anche l’arte in tutte le sue manifestazioni. Mi dedico spesso alla lettura specie di testi di argomento formativo.

Quale è stata la tua esperienza nel volontariato?

Era il 15 ottobre 1981 quando una mia amica mi ha invitata ad un incontro dove, assieme ad altre persone, abbiamo pensato di dare vita ad un Centro di Aiuto alla Vita e, alla presenza di un notaio, in 33 soci fondatori abbiamo costituito l’Associazione il cui scopo è il sostegno morale e concreto a donne incerte se accogliere o meno la vita di un figlio.

Ricordo che nei primi anni facevamo presenza in sede e non veniva mai nessuna ragazza o donna a chiedere aiuto, comunque la nostra presenza rappresentava una testimonianza.

Col passare degli anni, diffondendo i nostri volantini che illustravano lo scopo e gli orari di apertura, si è sviluppato il nostro servizio vero e proprio a favore della vita nascente.

Agli inizi disponevamo di poche risorse economiche ma l’aiuto della Provvidenza ci ha permesso di aiutare concretamente tutte le donne che chiedevano il nostro aiuto.

Negli anni, molte sono state le colleghe che hanno condiviso questo tipo di volontariato che, a dire il vero, se pensiamo allo scopo, è speciale.

Quando ci troviamo di fronte ad una richiesta di aiuto per una gravidanza inattesa, indesiderata o comunque problematica, il nostro compito è quello dell’accoglienza, dell’ascolto, della condivisione dei problemi e dell’aiuto concreto. La nostra missione è quella di aiutare la donna a riflettere sul miracolo di vita che sta crescendo nel suo grembo, un figlio unico e irripetibile che, se accolto, la farà diventare madre! Il sostegno psicologico è importante perché salvando il bambino si salva anche la madre dalla sofferenza dell’anima che, per una donna, il più delle volte è una ferita inguaribile.

Conservo tanti bei ricordi soprattutto della gioia incontenibile della ragazza o donna, all’inizio confusa, disperata, o costretta a rifiutare il figlio anche dai parenti più stretti, quando, dopo la nascita viene con il bimbo in braccio, con orgoglio a farcelo vedere, questo è il “grazie” più grande per noi!

Nel 1993 constatando la necessità di dare una risposta a ragazze madri e donne con bambini piccoli prive di alloggio, ho promosso l’apertura della Casa di Accoglienza “Aurora” che ha svolto la sua preziosa attività fino alla fine del 2017.

Nel 2001 per consentire a tante madri prive di supporti familiari di poter lavorare ho promosso l’apertura della Custodia Bimbi “il Fiordaliso”, tuttora in attività anche se in forma ridotta a causa della pandemia. 

Un progetto speciale a cui stai lavorando?

In questo periodo, oltre alla normale attività, il Centro di Aiuto alla Vita sta collaborando al Progetto regionale “Insieme irRETIamo il covid”, in partenariato con altre tre Associazioni del territorio, con una proposta che coinvolge le nostre assistite in attività importanti per la loro integrazione.

Dal 1990 rappresento l’Associazione come presidente e sono fortunata di avere delle collaboratrici preziose, generose, puntuali e di grande professionalità.

Se ti chiedessi di concentrare in una frase l’essere volontaria oggi, che cosa diresti?

Donare il nostro tempo agli altri è un tempo speso bene!

Le storie come quella di Gabriella sono raccolte nelle nostre novità in Lettera, che puoi leggere cliccando QUI.

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Un abbraccio