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Stefano Quarshie ai campionati nazionali di Rieti 2019 (100 metri)

Conversazione con Stefano Quarshie che da qualche tempo collabora con la nostra Associazione

di Gianni Faccin

Redazione: Stefano grazie innanzitutto per la tua disponibilità. Vuoi cominciare presentandoti? 

Stefano: Ciao, sono un ragazzo di vent’anni che ha tanti obiettivi e progetti. Desidero imparare molte cose nuove e punto sempre a migliorarmi ogni giorno. Sono anche un giovane in ricerca di chi vuole veramente essere. Mi vedo così. Gli altri mi vedono come il ragazzo di Marano Vicentino – dove vivo – molto conosciuto e che conosce moltissime persone. 

Mi piace dire che appartengo ad una famiglia allargata perché, in seguito a svariate vicende della vita, ho la fortuna di avere due madri e due padri. Da poco faccio una nuova professione, diciamo free lance, nel campo dei social media, che mi piace molto e che penso di sviluppare. Ho appena iniziato seriamente, dopo terminati gli studi. Mi sono diplomato presso liceo Tron di Schio e poi ho iniziato a studiare il mondo del digital marketing che è una passione scoperta circa due anni fa. Faccio molto sport che insieme alla musica è l’altra grande passione.

R.: Stefano, mi sembra che sia lo sport che ti rapisce più di ogni altra cosa, è così?


S.
: Sì è proprio così, in particolare l’atletica leggera, che già alle scuole medie mi fu consigliata da insegnanti e allenatori e che trovò poi conferma al liceo. Già alle scuole superiori ottenni buoni risultati. Con la conferma di questi traguardi favorevoli decisi di
proseguire. Era la mia strada.

R.: Quale è la tua specialità? 

S.: Io sono un velocista. Faccio i 100 metri in 10 secondi e 74, mio record personale del 2020 che, nei miei programmi, migliorerò a breve. Nelle ultime competizioni a cui ho partecipato prima dell’infortunio (campionati nazionali under 23) sono arrivato a medaglia d’argento. Faccio parte di Atletica Vicentina rappresentando l’Asd Novatletica Città di Schio.

R.: Quale è il tuo rapporto con lo sport? 

S.: Bella domanda. Io vedo lo sport come un insegnamento continuo che mi sostiene tutti i
giorni nella vita reale. In pratica mi stimola a riconoscere e realizzare dei “valori”. Per
esempio la resilienza e la gestione delle difficoltà. La prima è la capacità di non abbattersi
dopo le sconfitte, ma di insistere e rialzarsi se si è caduti. 

La seconda è imparare a gestire la situazione di difficoltà quando questa si presenta e trarne il meglio. Per esempio mi aiuta cambiare prospettiva rispetto agli eventi che mi succedono. Quando ti capita qualsiasi cosa, è importante vedere quello che c’è di positivo anche tra le cose che magari sono andate male. E’ importante non focalizzarsi sugli aspetti negativi, che si possono comunque migliorare, ma trovare maggior forza da quello che è andato bene.

R.: Consiglieresti a tuoi coetanei di fare sport? 

S.: Assolutamente sì. E’ qualcosa che ti può cambiare la vita in meglio. Lo sport ti insegna di continuo, ti fa vivere momenti unici, tanto che il mattino quando ti svegli ti dà un senso di felicità.

R.: Stefano hai dei sogni che vuoi condividere con noi? 

S.: Senz’altro la maglia azzurra. Non ho altri sogni particolari. Ah sì! Merita forse di essere citato un sogno molto personale che è quello di un viaggio in Ghana, appena possibile, per conoscere i miei parenti. Allo scopo sto studiando il ghanese, lingua che mi piace molto e cui tengo molto. Io sono e mi sento italiano al 100%, ma voglio comunque riscoprire la mia “metà” africana.

R.: Vuoi aggiungere qualcos’altro? 

S.: Oggi cerco di vivere il presente facendo del mio meglio e cercando di migliorare ogni giorno. Sento che se mi impegno posso fare grandi cose. E’ una cosa che auguro anche a tutti voi di San Giorgio.

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Con affetto