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Luca in chiesa mentre legge nell'altare

Articolo di Gianni Faccin

Luca, in breve, quale è la tua storia?

Ho 22 anni e sono uno studente del seminario vescovile di Vicenza. Ho lavorato per 4 anni presso un resort di Schio, e da 9 anni sono Animatore e volontario nella mia parrocchia di origine (Parrocchia di Poleo), dove svolgo la funzione di coordinamento dell’equipe di Animatori, membro del consiglio pastorale parrocchiale e membro del comitato di gestione delle strutture parrocchiali.

Quali sono le tue passioni principali? Le cose a cui tieni di più?

Amo particolarmente stare con i ragazzi, giocare ed educarli. In questi anni, poi, mi sto appassionando alla musica: suono la chitarra. Infine, poi, mi piacciono gli sport: principalmente calcio e pallavolo.

Quale è stata la tua esperienza con il volontariato?

La mia parrocchia mi ha inserito, per la prima volta, nel mondo del volontariato. Ho iniziato come tecnico per una sala polifunzionale, per poi divenirne membro del comitato di gestione. Poi ho anche avuto la possibilità di avvicinarmi al mondo del bar/ristorazione grazie al bar gestito dalla parrocchia, presso cui ho svolto un periodo di servizio da volontario, cosa che mi ha dato la possibilità di inserirmi più facilmente in quello che è stato il mio lavoro. Infine tutta l’esperienza dell’Animazione attraverso i vari gruppi e le esperienze estive che, oltre al divertimento, ha saputo anche insegnarmi qualche cosa sulla pedagogia e l’educazione.

Luca mentre gioca con un gruppo di ragazzi sotto un porticato

Un progetto speciale a cui stai lavorando?

In questi mesi, con la parrocchia, stiamo riprogrammando le varie attività che, se la situazione sanitaria lo permette, riprenderanno con “normalità”. Nello specifico stiamo lavorando, con l’equipe di animazione, alla proposta annuale dell’oratorio. Un progetto a cui bisogna dedicare parecchio tempo e anche molte energie, ma che sappiamo che porterà anche molto frutto, specialmente in questi anni dove i ragazzi hanno risentito della mancanza di questi momenti.

Se ti chiedessi di sintetizzare in una parola o in una frase l’essere volontario oggi, che cosa diresti?

Direi gratuità. Perché il tempo che tu dedichi, non a te stesso, ma agli altri, è un tempo gratuito. Non è come a lavoro dove sai che le ore avevano un prezzo (almeno per me che lavoravo ad ore era così). Io, personalmente, posso dire che dedicare il tempo al volontariato, senza necessariamente pretendere nulla in cambio, riesce sempre a donarti qualcosa più. Penso che questo tempo non diventa tempo sprecato se lo vivi con gratuità.

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