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intervista di Giorgio Santacaterina a Gino Dal Santo

Al mio caro amico Gino Dal Santo chiedo di soppiatto: quando si diventa volontari?

Ognuno di noi segue un percorso evolutivo ove Dio permette che ciò accada, offrendo a tutti questa possibilità. Sono arrivato alla mia età attraverso innumerevoli esperienze di vita umana e spirituale. Il volontariato l’ho iniziato già dall’età di 14 anni come assistente di catechismo.

Mi racconti la tua storia di volontario?

Una prima forte spinta nel campo missionario l’ho avuta dopo che mia figlia nel 1990 trascorse un periodo di volontariato a Tondo, periferia di Manila nelle Filippine, presso le suore canossiane, nella parrocchia di San Paolo di cui padre Giovanni Gentilin, originario di Arzignano, era il parroco.

Padre Giovanni assieme ad un gruppo di amici di Arzignano fondò l’associazione “Una mano aiuta l’altra” che promuove adozioni a distanza per accompagnare studenti dalle elementari al diploma delle superiori. La mia famiglia aderì subito all’iniziativa adottando alcuni studenti delle superiori. Tutti gli adottati provengono da famiglie poverissime e il nostro contributo serve anche al sostentamento dei loro cari.

Da qui ad arrivare al Gruppo Missionario Parrocchiale fu una logica conseguenza, anche perché dalla nostra parrocchia erano partiti  due missionari e due suore missionarie. Si organizzò un mercatino permanente dell’usato e si avviarono varie forme di autofinanziamento. Il nostro parroco di allora, nel 2007 , don Primo Secco ci suggerì di creare un’Associazione Onlus che chiamammo “Ca’ Trenta in Missione“ per rendere più visibile anche fiscalmente il nostro gruppo e facilitare la possibilità di ottenere grossi contributi dai donatori per i nostri missionari. La Onlus è stata chiusa lo scorso dicembre.

Poi hai incontrato Santa Bakhita, come è stato?

Nel 2006  con un gruppo di amici e sotto l’egida della Amministrazione Comunale del tempo, avviammo un nuovo percorso di volontariato in ricordo di Monsignor Antonio Doppio (arciprete di Schio), morto nel 2003 in un incidente in Sudan mentre andava a visitare la terra di Santa Giuseppina Bakhita. Da lì nacque il progetto “Bakhita Schio-Sudan 2007-2017”. 

22.02.2015 – Inaugurazione del reparto maternità a Zagher (Etiopia)

Dal mondo a Ca’ Trenta…

Ultimo mio percorso, senza abbandonare il gruppo missionario, è stato quello di aderire alla Caritas parrocchiale, ove già operava mia moglie. Venire a contatto con tanti casi di povertà materiali e spirituali mi ha impegnato ad un atteggiamento di carità e amore verso il mio prossimo, cercando di aiutarlo al di là di tanti pregiudizi che spesso mi ostacolavano nell’andare avanti.

In gruppo Caritas abbiamo fornito cibo, vestiario, mobili per la casa e aiutato disoccupati a trovare lavoro. Abbiamo stretto rapporti di amicizia con persone e famiglie bisognose di parole di speranza e incoraggiamento per superare momenti di forte difficoltà. Alle sempre nuove e impreviste necessità cui far fronte cerchiamo di rispondere direttamente, ma qualche volta chiediamo aiuto alle altre realtà presenti nel territorio.

Abbiamo imparato ad utilizzare le nuove tecnologie di Facebook, Instagram, WhatsApp e mail. Questi nuovi strumenti ci permettono spesso di trovare quello di cui abbiamo bisogno, inoltre offrono l’opportunità di farci conoscere e di incontrare tante persone generose e disponibili ad aiutarci. Mi auguro che l’entusiasmo non mi venga mai meno e finché le forze me lo permetteranno continuerò a donare il mio impegno di volontario per alleviare il dolore e la sofferenza di tanti nostri fratelli. 

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