Sondaggio tra gli Associati

Nell’assemblea ordinaria del 5 marzo scorso abbiamo dato conto, come promesso, di un sondaggio tra associati e simpatizzanti, anonimo, realizzato nel 2018 al fine di raccogliere proposte, idee e pareri.

Un sondaggio non è la “verità” assoluta, ma può essere un aiuto specialmente in una situazione generale in continuo mutamento.

Abbiamo utilizzato la forma telematica più semplice coinvolgendo circa 150 soggetti.

I riscontri attendibili sono stati 50. Circa il 30%.

Quindi pensiamo che un terzo degli intervistati, appartenenti all’area della nostra associazione, possano dare valide indicazioni e suggerimenti. Inoltre crediamo che questi 50 siano in realtà le persone che più si avvicinano alle nostre attività con passione, interesse e desiderio di essere incisivi. E quindi meritevoli di attenzione.

Siamo stati soddisfatti della risposta complessiva e di quanto fattoci presente.

Ecco di seguito le risultanze.

ALCUNE RISPOSTE

  • 48 persone trovano utile l’associazione e ne conoscono l’attività
  • 35 riescono a seguirne le attività
  • 12 vorrebbero partecipare più attivamente
  • 10 sono interessati a progettare insieme
  • 5 sarebbero disponibili a condurre l’associazione del futuro

ALCUNI ORIENTAMENTI PREVALENTI

  • 29 suggeriscono impegno civico
  • 23          ”                   cultura
  • 22          ”                   giustizia sociale
  • 18          ”                   nuove dipendenze
  • 14          ”                   nuovi modelli famigliari
  • 14          ”                   passeggiate

CON QUALI INIZIATIVE

  • Percorsi formativi con esperti              29
  • Testimonianze                                              29
  • Conferenze                                                     24
  • Dibattiti                                                             15
  • Cineforum                                                        10

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Sei anni di Ascolto vero

… e non solo ascolto

Quando si gestisce un centro di ascolto, come per qualsiasi altra attività, è bene cercare di capirne l’efficacia, nel nostro caso l’impatto sociale.

Questo processo è di molto migliorato da quando abbiamo aggiunto, giocoforza, all’attività di primo ascolto e di ascolto avanzato anche un’attività diversificata, ma robusta di accompagnamento delle persone.

E’ stata un’attività che si è intensificata con la piena operatività presso il centro civico di quartiere (rustico Pettinà) e presso i siti della distribuzione alimenti (sotto chiesa S. Cuore), nonché con le forti e conseguenti collaborazioni instaurate nell’azione di rete, in particolare, con Conferenza San Vincenzo, Consiglio di quartiere Stadio-Poleo.Aste-San Martino, varie Unità Pastorali di Schio, Caritas Vicenza (di cui siamo ufficialmente “associazione in rete”), gli assistenti sociali del Comune di Schio, l’Ass. Schio C’è e il CSV Vicenza.

Come avvenga il processo e se proseguirà anche in futuro con le attuali modalità crediamo vada approfondito in altra sede.

Ci sembra, invece, interessante evidenziare, anche sinteticamente, quanto realizzato in termini impatto sociale dalla nascita del centro, avvenuta nel dicembre 2012.

Innanzitutto lo spazio di ascolto dedicato limitatamente al primo ascolto e, tenendo conto solamente dei servizi di presidio svolti in ex-canonica a Poleo e al rustico Pettinà, in questi 6 anni ha superato le 1000 ore.

I bisogni espressi, volendo toccare le questioni cruciali, hanno riguardato: aspetti economici e finanziari, salute, famiglia, lutto, relazioni, personalità e lavoro.

Dall’inizio del servizio sono state incontrate nella fase del primo ascolto 211 persone (dati 30.9.2018).

I sentieri percorsi si possono ricondurre a:

  • aiuto relazionale/esistenziale                           70
  • sostegno economico                                               53
  • orientamento al lavoro                                           37
  • orientamento al volontariato                             20
  • sinergie e rete verso gruppi                                13
  • lavoro di gruppo o di comunità                            9
  • orientamento alla progettualità                         7
  • accompagnamento specifico                               2

Non vanno sottaciuti, ad integrazione, i sentieri relativi a percorsi di autoaiuto avanzato, anche con ricorso a counselling individuale, di coppia o di gruppo, che hanno visto l’incontro continuativo di 41 persone, 5 coppie e 4 gruppi.

Vanno evidenziate, infine, la nascita di un nuovo “gruppo esperienziale”, costituitosi in seguito alla seconda edizione di un corso di formazione per la cittadinanza promosso dal nostro centro. Persone coinvolte 16, di cui 10 partecipano stabilmente sotto la guida di una facilitatrice; e la sperimentazione di nuove modalità di aiuto che possiamo definire “affiancamento mirato”, che si sono concretizzate tra il 2017 e il 2018, prestando specifica attenzione, morale e materiale, ad almeno 8 situazioni in area critica.

[Rosy Calesella e Rosanna Ceretta, da ColoriAMO insieme, editoriale febbraio 2019]

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Insieme nell’ascolto delle persone

DimmiTiAscolto

Dal febbraio 2017 gestiamo anche un blog sull’Ascolto che si chiama DimmiTiAscolto (https://dimmitiascolto.wordpress.com/).

Come è noto, il blog non vorrebbe essere un semplice contenitore virtuale, ma invece vuole essere una comunità virtuale in cui si pubblicano contenuti e si possono stabilire legami e discussioni. In esso abbiamo pubblicato molti contenuti e sull’Ascolto in particolare oltre 60 articoli. Con questo integriamo quanto già avviene, ed è la parte prevalente e migliore, nella comunità reale che è quella di tutti i giorni, con gioie e sofferenze.

Ma DimmiTiAscolto è anche una visione del Punto d’Incontro San Giorgio, in quanto rivolge l’attenzione alle persone in difficoltà. Dice la stessa denominazione del blog: ”Le persone iniziano a guarire quando si sentono ascoltate”. Così dicendo, il nostro gruppo dichiara di dedicarsi all’ascolto delle persone, non tanto alla diretta risoluzione dei loro problemi specifici, non tanto al diretto soddisfacimento di bisogni materiali, ma a quanto c’è di più caro ossia attenzione alla persona con le sue peculiarità, alle sue sofferenze, titubanze, indecisioni, confusioni, solitudini, emozioni; e anche alle gioie, scelte, prospettive e ai sogni, desideri, progetti.

E DimmiTiAscolto è anche un progetto che era del Punto d’Incontro San Giorgio e che è stato dapprima condiviso con altri gruppi ed è stato fatto proprio da alcuni di essi: per esempio, dal Centro di Ascolto S. Cuore, appartenente all’Unità Pastorale Poleo-S. Cuore- S. Caterina, che, dopo anni di attività, ha deciso di unirsi al Punto d’Incontro San Giorgio, immettendo nuove energie, nuove ricchezze di idee, esperienze e sensibilità.

Si tratta di essere insieme nell’Ascolto delle Persone, pur con esperienze molto diverse, pur con una identificazione specifica e distintiva, ma con una forte consapevolezza: il voler mettere sempre la Persona al centro, uniti nel guardare nella stessa direzione.

Questa impostazione ci ha guidati finora e ci ha portato ad essere in rete con altre realtà sia istituzionali che di volontariato sia civili che religiose. Occorre cercare di credere nel principio che “il segreto è ascoltare perché nessuno lo fa più, e ci sono tante persone che sussurrano aiuto senza essere mai ascoltate”.

[Ivonne Gecchelin e Francesca Maculan, da ColoriAMO insieme, editoriale febbraio 2019]

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Sette anni di 5 x 1000

Come forse si sa, l’importo di competenza dell’anno viene erogato di norma dopo due anni solari.

Quindi per essere puntuali, oggi, parliamo del periodo 2010 – 2016, sette anni appunto.

Ce ne parla uno dei volontari responsabili dell’associazione, con un articolo dedicato, in occasione della condivisione comunitaria del nostro operato.

IL 5 x Mille                                    

Tale misura è definita fiscale perché consente alle persone di destinare una quota dell’IRPEF (pari, appunto, al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) a enti che si occupano di attività di interesse sociale, come le associazioni di volontariato e di promozione sociale e le onlus.

Esso rappresenta per i cittadini un modo democratico per sostenere le attività degli enti no profit con la preferenza per l’associazione scelta. I beneficiari a loro volta sono tenuti annualmente a dimostrare l’impiego delle risorse ricevute con apposita rendicontazione.

La nostra onlus, grazie alle scelte dei soci e simpatizzanti (circa 250 preferenze all’anno) percepisce annualmente dal 2013 dall’Agenzia delle Entrate una somma che viene destinata alle attività riguardanti le finalità del gruppo (vedere art. 6 dello statuto in altra pagina).

Gli importi ricevuti sono una risorsa e costituiscono una voce importante del bilancio annuale senza i quali non riusciremmo a sostenere molte attività.

Alla data odierna tali importi assommano complessivamente a € 38.039,86, come di seguito specificato:

anno finanziario importo data introito
1 2010  €                 3.317,03 20/08/2013
2 2011  €                 5.258,00 20/08/2013
3 2012  €                 6.271,58 28/10/2014
4 2013  €                 5.550,14 05/11/2015
5 2014  €                 6.499,82 07/11/2016
6 2015  €                 5.748,51 11/08/2017
7 2016  €                 5.394,78 16/08/2018
Totale  €               38.039,86

L’impiego delle somme percepite (con esclusione di quella pervenuta nel 2018 che è in fase di destinazione) risulta essere la seguente:

impiego delle somme importo
1 sistemazione strutture parrocchiali €            10.875,03
2 aiuti economici a persone in difficoltà €              8.663,07
3 aiuti alle missioni €              4.871,15
4 attività del Punto d’Incontro San Giorgio €               3.662,76
5 contributi ad associazioni e/o a gruppi €               3.216,42
6 funzionamento del GSM San Giorgio €               1.357,65
Totale €             32.646,08

[Gianfranco Brazzale, da ColoriAMO insieme, editoriale febbraio 2019]

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Non ci resta che la comunità

Ancora sui nostri 15 anni di attività.

E’ bene rendere nota l’esistenza della onlus San Giorgio in occasione dei quindici anni della sua fondazione, perché può non essere conosciuta da molti.

La sua presenza ci fa scoprire all’interno delle nostre comunità l’esistenza di un gruppo di volontari che presta attenzione a chi è in difficoltà.  Essa documenta un’umanità parallela che vive vicino a quella che ogni giorno incontriamo e non sospettiamo che possa esserci. Accanto a chi lavora regolarmente, a chi non ha problemi di salute fisica o psicologica, a chi si può permettere di avere una casa, di pagare un affitto, a chi ha facile accesso ai beni di un mondo che, con la globalizzazione, sembra dare benessere a tutti, c’è chi non rientra in queste categorie.

Al massimo sappiamo che povertà ed emarginazione esistono in spazi lontani dal nostro o sono evidenti nelle periferie delle grandi città o proprie di stranieri o di pochi soggetti, afflitti da disagio sociale.

Vi è, purtroppo, anche tra noi una umanità silenziosa, invisibile, fatta di persone che non sbandierano i loro problemi, che per dignità non osano presentarsi agli enti competenti pubblici, se non quando abbiano la percezione di non saper più come uscire dalla prostrazione in cui sono ridotti.

Presi dalle occupazioni di ogni giorno, rivolti, come siamo, ognuno soprattutto al proprio sé, non abbiamo occhi e cuore per accorgerci che questa umanità sfortunata ci sfiora quotidianamente. La comunicazione prevalente, inoltre, dei social non facilita certo la possibilità di vedere l’altro, di allacciare relazioni significative e di aiuto reciproco. L’indifferenza dilagante danneggia i legami sociali, fa perdere il gusto di vivere insieme, tra simili.

L’onlus San Giorgio, nata proprio a Poleo, è una conferma, invece, che lo spirito di solidarietà, tradizionale tra la nostra gente, non è venuto meno. In epoche passate, la marginalità della nostra frazione, oggi quartiere, rispetto al centro cittadino, la vita di contrada hanno fatto sì che ci si aiutasse, che ci si conoscesse, che si condividessero momenti di gioia e di difficoltà. Tanti sono gli esempi, a tal proposito, della nostra memoria collettiva: la costruzione della Chiesa, della scuola materna per aiutare le donne che lavoravano nelle industrie scledensi, l’adesione al movimento di lotta al nazifascismo… i Circoli, l’accoglienza di ebrei, di stranieri. Tutto è stata opera di uomini, donne, cattolici e non che hanno collaborato, tante volte anche senza l’aiuto di autorità o di istituzioni, per rendere la vita di tutti noi di Poleo dignitosa e migliore.

I volontari della associazione che sanno ascoltare, che aiutano chi si rivolge loro, che si mettono a disposizione per fare rete con altri organi competenti di intervento sociale, hanno raccolto questa eredità della comunità. Quando tutto sembra franare, davanti a qualsiasi difficoltà insieme si deve ripartire e agire, oggi più che mai.

Essi, così, trasmettono la speranza che il sogno del mondo si realizzi passo dopo passo, a cominciare dal vicino e dal basso, il sogno di un’umanità chiamata ad amare, ad aiutare, a donare, a condividere, a dare una mano, a comprendere, a ricordare solo il bene.

[Dina Mantoan, da ColoriAMO insieme, editoriale febbraio 2019]

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Dalla parte degli ultimi

Si è soliti dire “dalla parte degli ultimi”.

Schierarsi dalla parte degli ultimi “è cosa buona e giusta” per chi ha coscienza dei valori e dei principi. La cosa sbagliata è che in una società avanzata come la nostra “gli ultimi” non dovrebbero esistere!

Succede per colpa del giudizio che le persone danno, mettendo un’etichetta a tutto e a tutti. Io preferisco mettermi dalla parte delle persone in difficoltà.

Magari con fatica, ma dalle difficoltà si può uscire, mentre risollevarsi dall’ultimo posto, in questo mondo, è molto più difficile!

Perché i primi vogliono restare primi, perché sono più importanti il potere, la vanità, la gloria, la fama e chi più ne ha più ne metta.

È vero, non possiamo essere tutti uguali. Ognuno ha le proprie capacità, le proprie aspirazioni, i propri bisogni, i propri obiettivi. Quello che manca è la possibilità per tutti di poter arrivare a ciò a cui si aspira. Ognuno, poi, ci metterà del proprio e arriverà dove può arrivare. Manca quella cosa chiamata Equità!

Il guaio è che chi sta bene guarda gli altri, metaforicamente parlando, dall’alto verso il basso. E a chi sta in alto, a chi è primo, conviene ci siano “gli ultimi”,  perché altrimenti anche lui dovrebbe scendere di qualche gradino!

Riporto qui tre citazioni, per me, molto significative al riguardo.

“E’ più importante la ridistribuzione delle opportunità che quella dell ricchezza” (A. H. Vanderberg).

“La crescita in equità esige qualcosa di più della crescita economica, benché la presupponga. […] Richiede decisioni, meccanismi e processi volti a una più equa distribuzione delle ricchezze, alla creazione di opportunità di lavoro e a una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo” (Messaggio del Santo Padre al Presidente Esecutivo del World Economic Forum in occasione del meeting annuale in Svizzera, 21/01/2014

“Il progresso economico e sociale equo si può ottenere solo congiungendo le capacità scientifiche e tecniche a un impegno di solidarietà costante, accompagnato da una gratuità generosa e disinteressata a tutti i livelli.” (Discorso del Santo Padre in occasione dell’Udienza ai Membri del Consiglio dei Capi Esecutivi per il Coordinamento delle Nazioni Unite, 09/05/2014).

[Annamaria Sudiero da ColoriAMO insieme febbraio 2019]

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Chi sono questi ultimi?

Nel titolo dell’articolo troviamo la domanda che in molti ci poniamo oggi, pensando alle storie delle persone che abbiamo incrociato in tanti anni di storia.

Abbiamo tanti volti in mente, a partire dalla mamma che chiama il nostro servizio di ascolto perché da anni cerca di aiutare il figlio dipendente da sostanze stupefacenti, senza aver mai trovato varchi di speranza.

Per passare all’uomo maturo, che racconta “un mare di balle” per trovare un alibi per ogni giornata trascorsa dentro a una sala slot.

Fino alla giovane donna, che si è allontanata con i suoi figli da una situazione familiare violenta.

Ancora l’anziana sola che non vede l’ora di morire per lasciare questa valle di tradimenti e soprusi.

E l’anziana abbandonata che ha bisogno di tutto perché taglieggiata nella sua dignità e penalizzata nella sua pensione,  non arriva alla prima settimana, e se ne vergogna al punto di uscire di casa solo se è buio.

E ancora, ancora …

Evidenziamo queste storie perché, ogni giorno ne scopriamo di nuove e ci rendiamo conto come, spessissimo, i cosiddetti “ultimi” siano persone “invisibili”.

Sì perché noi non ce ne accorgiamo oppure non le vogliamo vedere.

Destinando il tuo 5×1000 ad associazioni come la nostra, ci aiuterai concretamente a perseguire la nostra aspirazione di dare ascolto e aiuto alle persone e partecipare alla costruzione di una società in cui la giustizia sociale non sia un’utopia.

Quindi, chi sono gli ultimi? Noi spesso non lo sappiamo, ma noi stiamo con loro.

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Dalla parte degli Ultimi

L’Associazione denominata spesso Gsm San Giorgio Onlus, nata nel 2003 a Poleo al fine di regolarizzare il rapporto con l’Amministrazione Comunale nella gestione ecologica da parte di volontari organizzati, si è da subito impegnata in progetti sociali locali, ma anche nel sostegno di alcuni missionari.

L’Associazione, pur nella propria autonomia e laicità, ha sempre dialogato e collaborato con i mondi parrocchiali in modo propositivo e costruttivo, ed è ora pronta ad affiancare la nuova Unità Pastorale allargata che vedrà unite già quest’anno l’UP del Duomo con l’UP di S. Cuore S. Giorgio S. Caterina.

Il nostro impegno riguarda:

  • la promozione sociale e culturale della comunità di appartenenza;
  • il sostegno di alcuni missionari, tra i quali ricordiamo Pe. Pedro Facci che opera in Brasile e Sr. Germana Boschetti attiva in Madagascar;
  • il sostegno economico, personale e psicologico a persone e famiglie nel disagio.

In riferimento a questo ultimo impegno è stato anche creato il “Fondo di Solidarietà San Giorgio”, alimentato da donazioni e dai proventi del “5 per mille”, per intervenire in situazioni di bisogno economico, attraverso interventi mirati su progetto personalizzato e condiviso con i Servizi Sociali del Comune di Schio, San Vincenzo, Schio C’è, Caritas ed altri gruppi attivi sul territorio all’interno di una vera e propria rete solidale. Di tutte le nostre attività c’è ampia traccia nella rivista distribuita a tutta la popolazione negli scorsi mesi. Rivista denominata ColoriAMO Insieme – Per una comunità di persone.

Questa denominazione, su cui abbiamo molto riflettuto, sarà il nostro piano per il futuro prossimo, o almeno questa è la nostra intenzione, a voler sottolineare il nostro essere a disposizione di tutti.

Ma perché facciamo questo? Provo a dare la mia personale risposta.

In un mondo sempre più globalizzato che si regge sulle logiche della produttività, del guadagno, inevitabilmente c’è qualcuno che si prende indietro e viene cacciato ai margini del sistema. Gli ultimi. E costoro sono sempre più in aumento! Noi non vogliamo rifugiarci nella latente indifferenza, vogliamo ardentemente fare la nostra parte.

Apriamo gli occhi, ascoltiamo, condividiamo, progettiamo, per costruire assieme una nuova società fondata sulla fraternità, l’uguaglianza, il rispetto e l’accoglienza.

E’ possibile.

Dunque, restiamo umani e coloriamo insieme!

[Giorgio Santacaterina – presidente, da Il Bollettino del Duomo aprile 2019  e in forma più ampia in editoriale da ColoriAMO insieme febbraio 2019]

 

Un po’ di storia

Quando ci siamo messi al lavoro per produrre il primo numero della nostra rivista ColoriAMO insieme – per una comunità di persone, ci siamo interrogati su quanto avevamo fatto in tanti anni. Ed è interessante rilevare come in questi casi ci si trovi a riscoprire circostanze, iniziative e percorsi che avevamo un po’ archiviato, ma ingiustamente trattandosi di occasioni bellissime di crescita per noi, per il gruppo di riferimento e per la comunità. Qualcuno ha dichiarato: da ripetere!

Ma l’essenza vera è che tutte le molteplici occasioni d’incontro che abbiamo promosso, in oltre un decennio, sono oggi pietre miliari su cui possiamo e stiamo costruendo ancora.

Ecco allora di seguito una elencazione sintetica delle principali attività svolte dalla costituzione dell’associazione, che ha appena ricordato i suoi 15 anni, ad oggi.

Come si legge, vi sono diverse stagioni a seconda dell’evoluzione associativa.

Periodo 2003 – 2008

sviluppo del volontariato, da dedicare concretamente nella gestione parrocchiale di varie strutture a scopo sociale (scuola materna, sala polifunzionale e casa del giovane) e nella promozione di iniziative culturali anche a sfondo religioso;

beneficenza attraverso l’erogazione di contributi a persone/famiglie in difficoltà;

sensibilizzazione della comunità locale verso le terre di missione in cui erano e sono impegnati missionari religiosi e laici provenienti o legati alla comunità locale;

collaborazione con il Comune di Schio in progetti locali (per esempio tutela ambientale con ricorso al volontariato), attività sospesa, questa, nel 2006.

Periodo 2009 – 2011

– prosecuzione attività citate sopra;

nuova progettualità con focus su: formazione verso volontari e membri comunità locale; sviluppo “rete” a partire dalle numerose realtà del vecchio quartiere (con particolare attenzione verso la comunità civile); comunicazione editoriale con nascita del notiziario telematico “PoleoInsieme” e del social network Poleoinsieme.net”.

Periodo 2012 – 2018

– prosecuzione di quasi tutte le attività finora descritte;

– nascita Punto d’Incontro San Giorgio, centro di primo ascolto per la cittadinanza, gratuito e fatto di volontari in formazione permanente , in sinergia con Csv Vicenza, Comune di Schio e ULSS di riferimento;

– diversi progetti formativi non solo interni al centro di ascolto o alla comunità locale ma dedicati alla cittadinanza tutta, allargando l’orizzonte oltre i tradizionali confini rionali o di “parrocchia”;

– nuove reti relazionali con enti e associazioni;

– nascita di OrtiPoleo (orti sociali);

– sviluppo della raccolta fondi mirata locale e del 5×1000;

– nascita Fondo Solidale San Giorgio per interventi di aiuto economico più corposi e mirati;

– nascita del progetto DimmiTiAscolto in ambito centri di ascolto con lo sviluppo di rete verso centri civici locali e parrocchie;

– sostegno all’attività progettuale DimmiTiAscolto (con il lancio del nuovo bloghttps://dimmitiascolto.wordpress.com/ e del nuovo periodico specializzato Voci e Anime);

– rafforzamento rete con le parrocchie limitrofe, al di fuori dei confini usuali;

– costruzione progetti d’aiuto personalizzati;

–  rete con Caritas e San Vincenzo scledensi – rete con varie associazioni e con Schio C’é (microcredito);

– rete con varie realtà locali religiose e civili per lo sviluppo di rete nel sostegno economico per esempio con Comune di Schio (servizi sociali);

– presenza costante con i social e sito web (gruppi Facebook specifici e sito www.gsmsangiorgio.com);

– attività di ascolto-assistenza degli ospiti di una casa di riposo grazie ad alcuni   volontari mediante l’aiuto nella somministrazione dei pasti serali, in sinergia con l’ipab La C.A.S.A. di Schio;

– nascita progetto ASPC (approccio Situazionale con la Persona al Centro), attività in rete nel quartiere di riferimento in via sperimentale;

– nascita del Gruppo Redazionale San Giorgio, finalizzato a realizzare un vecchio sogno: la rivista dell’associazione;

– nascita di un team di volontari che studino fino a compimento dell’opera la   rivoluzione annunciata dalla riforma del Terzo Settore e preparino il terreno al   cambiamento associativo tramite la modifica dello statuto (progetto Sintonia e Condivisione);

– nascita di un gruppo di volontari per la riforma della comunicazione interna ed esterna (e-mailing, newsletter, sito web e social).

Periodo 2019 (gennaio –  marzo)

– pubblicazione della rivista suddetta, denominata ColoriAMO insieme – per una comunità di persone. Distribuite 4000 copie a tutte la famiglie/persone del quartiere di riferimento – un altro migliaio in fase di ulteriore consegna personalizzata;

– rinnovata la newsletter e rinnovato sito web tra qualche giorno pubblico;

– in corso rinnovo social network;

– in corso fase finale studio revisione statuto ai sensi d.l. 117/2017;

– approvato il bilancio 2018 e reso pubblico;

– rinnovato l’organo amministrativo, oggi nei pieni poteri;

– ripartiti gli OrtiPoleo;

– in atto studio progetto di comunità (ColoriAmo insieme?);

– in atto studio nuovo progetto in rete per l’aiuto responsabile e sostenibile alle persone in stato di grande necessità.

 

Riforma del Terzo Settore: tocca anche a noi

Quest’anno c’è una nuova scadenza per le associazioni coinvolte dalla Riforma del Terzo Settore.

Entro il 2 agosto 2019 infatti le attuali APS o associazioni di promozione sociale , le ONLUS o organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le OdV o organizzazioni di volontariato, dovranno “rivedere i loro statuti” adeguandosi alle indicazioni previste per gli ETS o Enti del Terzo Settore. Dunque potranno essere incluse in quest’elenco, che verrà unificato, per essere di fatto “riconosciute” sia giuridicamente, sia fiscalmente.

Con la semplice dicitura “rivedere i loro statuti” le persone normali non riescono a capire cosa in realtà c’è dietro. E’ vero che fra i vari adempimenti quello più rilevante è sicuramente quello relativo al rifacimento dello statuto, ma quello che occorre aver presente è che cambia la forma giuridica delle associazioni, ossia tutto il sistema di regole dell’associazione, tutta la parte di gestione fiscale e amministrativa. Anche il nome per capirsi.

Insomma si tratta di imparare a gestire una nuova associazione che avrà regole diverse. E’ bene tenerlo presente.

La scadenza del 2 agosto riguarda tutti i coloro che hanno il certificato di iscrizione all’albo territoriale di riferimento.  Questo termine vale quindi per le attuali APS, ONLUS e OdV che, se adegueranno lo statuto entro il 2 agosto 2019, saranno iscritte automaticamente, pare sia questo l’iter, al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), mantenendo gli attuali requisiti ed acquisendone, in taluni casi, di nuovi.

L’unico documento che certifica oggi l’appartenenza a una delle grandi famiglie associative succitate è il certificato di iscrizione all’albo territoriale di riferimento, nel nostro caso il registro Regionale Veneto. E questo è il primo requisito indispensabile.

Secondo requisito è l’adeguamento degli statuti e di conseguenze delle regole interne.

A questo stiamo da qualche mese lavorando sotto la guida di Gianfranco Brazzale e con il fondamentale aiuto del Centro di Servizio per il Volontariato di Vicenza.

Entro i primi giorni di aprile pensiamo di essere a buon punto con la bozza da formalizzare, da discutere in Consiglio Direttivo e da presentare il prima possibile in assemblea straordinaria.