LA SFIDA DEL FUTURO

LA SFIDA DEL FUTURO

di Sara Resina

Tra le categorie più penalizzate dalla crisi determinata dalla pandemia ci sono le donne e i giovani, lo ha ricordato anche il presidente Mattarella nel suo discorso di auguri di fine anno.
Da un lato i ragazzi e le ragazze sono stati privati da marzo della scuola e di ogni altra attività extrascolastica di aggregazione. Dall’altro, chi si era inserito nel mercato del lavoro da poco o era impiegato con contratti di stage o stagionali è stato il primo a rimanere a casa.
Ai problemi di oggi, che la pandemia ha accentuato, bisogna sommare anche quelli che riguardano il futuro. Dal debito pubblico in crescita, che dovrà essere ripagato dalle generazioni future, alla mancanza di opportunità di impiego dovute a questo stop forzato.
La pandemia non ha fatto altro che aggravare la situazione delle generazioni più giovani, segnali poco positivi erano infatti presenti anche prima dell’anno scorso. Primo fra tutti, il progressivo invecchiamento delle popolazioni dei paesi occidentali. Il calo delle nascite è un dato costante degli ultimi anni così come l’aumento dell’aspettativa di vita: i giovani sono nei fatti una minoranza e come tale vengono presi in considerazione quando si decide del futuro.
La sensazione è che non ci saranno soluzioni semplici per affrontare i problemi di oggi che si riflettono sul domani. Senza entrare nel dibattito sulle scelte strategiche ed economiche, vale la pena spendere qualche parola sulle modalità con le quali queste decisioni dovrebbero essere pensate.
La strada è quella della partecipazione, anche dei giovani. I tentativi di farsi ascoltare da parte di ragazzi e ragazze ci sono, basti pensare a quante volte sono scesi in piazza per gridare la preoccupazione per come vengono gestite in questo momento le risorse naturali e su come questo inciderà sul futuro della Terra e quindi dei suoi abitanti del futuro. O agli studenti e alle studentesse che in questi ultimi mesi hanno protestato per l’incapacità di trovare delle soluzioni, o almeno di pensarle con serietà, per conciliare l’esigenza della didattica in presenza con le misure di contrasto alla pandemia. Inoltre, guardando alle esperienze personali, sicuramente ognuno avrà in mente qualche ragazzo o ragazza che partecipano attivamente alle realtà associative locali e che si impegnano in politica o nei settori aggregativi, del sociale, sportivi e del volontariato in generale.
Le sfide che già oggi ogni realtà è chiamata ad affrontare possono essere affrontate meglio se si instaura un dialogo intergenerazionale (ma lo stesso ragionamento vale per ogni altro gruppo che al momento è considerato “minoranza”). Non un mero delegare ai giovani responsabilità che competono ad altre generazioni. Non un ascolto, magari appassionato, ma che in realtà non è altro che un modo paternalistico di dare voce senza poi lasciare spazio effettivo alle nuove idee. Piuttosto, un confronto che serva a maturare idee condivise e a cedere con la necessaria fiducia alcune responsabilità e compiti a chi ha il coraggio di assumerseli, anche se per la prima volta.

RACCOLTA DI CIBO E VESTITI PER I PROFUGHI BLOCCATI AL GELO NELLE FORESTE BOSNIACHE

Segnaliamo che anche il Gruppo Missionario di Cà Trenta aderisce alla raccolta di cibo ed altri materiali a favore dei profughi bloccati ai confini bosniaci. Sarà possibile donare sabato 23 gennaio alle ore 11 nel piazzale del Centro Giovanile di Ca’ Trenta. Si raccomanda di seguire le istruzioni qui sotto riportate.

Di seguito la richiesta di aiuto del Collettivo Rotte Balcaniche Alto Vicentino.

Ciao a tutte e tutti.  Chiediamo di nuovo il vostro aiuto perché riprendiamo la raccolta di indumenti, cibo e farmaci da portare ai confini bosniaci entro fine gennaio.

La situazione in Bosnia resta drammatica e dopo l’incendio del campo di Lipa le cose sono peggiorate: si stima che circa 3000 persone vivano “sparpagliate” nella foresta tra Bihac e Velika Kladusa senza un riparo, senza cibo e acqua per bere o per lavarsi. L’inverno non risparmia e costringe le persone a temperature sotto lo zero e in mezzo alla neve.

Ci teniamo anche a chiarire una riflessione con tutti voi proprio per condividere lo spirito con cui ci attiviamo: noi gli aiuti li portiamo perché speriamo che le persone in movimento riescano a raggiungere i loro obiettivi; perché crediamo che ogni persona sia libera di muoversi soprattutto quando scappa da guerre, persecuzioni, carestie e devastazioni ambientali.

Il nostro raccogliere aiuti non è quindi solo un atto di carità, ma anche un atto di resistenza. Resistenza ad una Unione Europea che attraverso Frontex finanzia i chilometri di filo spinato della Slovenia e la sadica polizia croata.

Prima di tutto chiediamo l’apertura delle frontiere, chiediamo la fine di questa strage silenziosa e l’apertura, almeno, di corridoi umanitari.

Ecco, con questo spirito ancora una volta vi chiediamo aiuto.

Raccoglieremo i seguenti ed esclusivi materiali:

CIBO: Farina, olio, riso, legumi, succhi di frutta, latte a lunga conservazione, zucchero, cibi in scatola.

VESTITI: Giacconi impermeabili, maglioni e pantaloni (taglia M e L da uomo), calze e biancheria intima in ottimo stato, scarpe da trekking (dal 39 al 44 … non saranno ritirate altri tipi di scarpe… scusateci), berretti di lana, guanti, sciarpe, leggins da sotto.

PROTEZIONI: sacchi a pelo, coperte, tende, zaini, sapone, kit di pronto soccorso, antidolorifici, garze, mascherine, disinfettanti e crema antiscabbia.

I luoghi di raccolta sono i seguenti:

1.  Megahub: via Paraiso 60 Schio (mercoledì e venerdì ore 15 – 18,30);

2. Centro Sociale Arcadia: via Lago di Tovel, 18 Schio (sabato matt. ore 10,30 – 12)

LA RACCOLTA TERMINERA’ VENERDI’ 29 GENNAIO

Per info potete chiamarci ai seguenti numeri:

Giuseppe 370-3380056

Floriana 345-1554321

Giovanni 345-5908060

Lorenzo 392-1468221

GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!!

L’Historic Club Schio (1400 iscritti, appassionati di vetture e motociclette d’altri tempi) ha aderito alla “Befana dell’ASI” (Automotoclub Storico Italiano), iniziativa con la quale i club aderenti, si sono impegnati a raccogliere, attraverso la generosità dei propri iscritti, generi alimentari e doni per i bambini da distribuire alle persone ed alle famiglie in difficoltà.

L’Historic Club Schio con il patrocinio del Comune di Schio, ha deciso di supportare con la raccolta la nostra Associazione.

La consegna di quanto donato si é svolta sabato 9 gennaio 2021, presso la sede dell’Historic Club di Schio nel rispetto delle norme anti Covid-19.

Erano presenti, per l’Historic il vicepresidente Studlick Carlo, i consiglieri Camparmò Pierangelo (che si è occupato fattivamente dell’iniziativa) e Filippi Diego.

Rivolgiamo un caloroso ringraziamento per la grande quantità di alimenti, detersivi, giochi e materiali scolastici che ci sono stati generosamente donati (ben visibili nelle foto) che provvederemo a distribuire quanto prima.

UNA RESPONSABILITA’ COLLETTIVA

Provo qui a proporre delle sollecitazioni volutamente crude ed in parte provocatorie sul destino dei nostri giovani. Se ne parla sempre meno in modo positivo; negli anni passati ce li siamo dimenticati; li abbiamo confinati in riserve sociali e culturali; li abbiamo relegati a ruoli sempre più marginali se non addirittura residuali. A loro sono state spesso applicate, per convenienza ed in modo troppo sbrigativo, etichette riduttive e spesso false. Qualche anno fa un politico capace e visionario quale Enrico Berlinguer disse: “Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e con gli oppressi, non c’è più scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia“. Una visione rivoluzionaria che valorizzava le energie personali ed intellettuali dei giovani; la loro voglia di rinnovamento; il loro desiderio di vivere pienamente la vita; la loro speranza di un futuro equo e giusto. Al contrario l’anno scorso in una conversazione sui giovani il filosofo Umberto Galimberti ebbe a dire: “Vivono di notte perché di giorno la loro voce è ignorata, nessuno li coinvolge, li chiama, li fa sentire risorse invece di problemi. Pur di non assaporare la loro insignificanza sociale preferiscono rifugiarsi nella notte o peggio bevono, si drogano, finiscono per dormire fino a mezzogiorno non perché dia loro piacere, ma perché così si creano un’anestesia dall’angoscia verso il futuro che preferiscono non guardare, rimanendo nell’assoluto presente“.

Cosa è successo in questi anni? Quali responsabilità abbiamo noi? Quali le loro attese e speranze? Domande ineludibili e preoccupate alle quali dovremo rispondere con l’ascolto ed il dialogo, con il rispetto e la consapevolezza, liberando spazi, ma soprattutto con vero ed appassionato amore.

Giorgio Santacaterina

RESPONSABILITÀ CONTRO LA PAURA.

Quello che sta avvenendo in tutto il mondo e pertanto anche nel nostro Paese a causa della Pandemia di Covid-19 sta alimentando grandi paure: quella per la propria situazione economica; quella per la temporanea perdita di spazi di libertà, di educazione, di cultura, di svago ed anche di culto; ma soprattutto l’angoscia che il virus si insinui in casa nostra e tra i nostri familiari. La paura può condurre ad atteggiamenti molto egoistici e pericolosi, così come sottolineato dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella: “questo virus tende a dividerci“. Capita che in questo periodo sia in aumento il numero delle persone in sofferenza e bisognose di un sostegno, non soltanto economico ed assistenziale, ma anche personale o più semplicemente ‘umano’. Affermava Gino Strada, citato di Tiziano Terzani: “siamo insensibili alla sofferenza del presente, e se si perde di vista la sofferenza di uno, se si parla di sofferenza in generale, non si capisce più la sofferenza“. Adesso si impone una assunzione di responsabilità di tipo politico e sociale, ma anche di tipo personale. Certamente nel contrasto al virus le decisioni più importanti spettano al Governo, alle Regioni, all’Istituto Superiore di Sanità e così via, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità. Però ciascuno di noi è sollecitato individualmente ad una responsabilità personale, consapevole, attiva e solidale nei confronti di chi abbiamo vicino. Prima di tutto rispettando le regole sull’uso della mascherina, sulla limitazione degli spostamenti, sul distanziamento Sociale e così via. Poi però è necessario guardarsi attorno per cogliere le richieste di aiuto, di ascolto e di gesti d’amore. Come ha scritto Enzo Bianchi: “farsi prossimo con amore richiede di assumersi la responsabilità dell’altro. Perché l’amore nella sua forma più alta prende la forma della responsabilità”. Scopriamo l’altro vicino a noi, mettiamoci in gioco, ascoltiamo, aiutiamo, condividiamo…in una parola amiamo! Perché come diceva ancora Enzo Bianchi: “siamo responsabili di quello che verrà, abbiamo un debito verso il futuro”.

Viviamo nel rispetto, condividiamo nella fraternità, aspettiamo chi resta indietro, costruiamo una Comunità che sia unita, attenta, responsabile, inclusiva e solidale. 

Un sereno Natale a tutti.

Giorgio Santacaterina 

CUSTODIRE LE RELAZIONI

Le relazioni sono una delle cose di cui dovremmo prenderci grande cura a livello personale e di comunità civile ed ecclesiale. Sono uno dei nostri patrimoni fondamentali! 

Il distanziamento di questi mesi di pandemia, potrebbe provocare perdite gravissime per il nostro futuro. In molti casi può accadere che … come si dice … ci si perde di vista, le relazioni si rarefanno … pensiamo cosa significa questo per un gruppo, una realtà associativa culturale o sportiva, un consiglio pastorale solo per fare qualche esempio. 

Ecco allora, nel rispetto massimo di tutte le regole e consapevoli che il virus non scherza, ognuno ha la responsabilità di darsi da fare per CUSTODIRE LE RELAZIONI imparando anche ad usare strumenti che riteniamo ostici, magari pericolosi, certo non semplici. 

Ecco allora che possiamo tessere relazioni anche grazie a zoom, youtube, whatsapp … dobbiamo volerlo però … la pigrizia non deve prenderci, dobbiamo essere disposti a imparare e a fare un po’ di fatica …. e allora chissà potremo anche farci sorprendere … e intanto ritrovare amici che pensavamo di aver perso nel deserto provocato dalla pandemia. Ma le relazioni sono più forti anche del virus. Basta che lo vogliamo!

Lauro Paoletto

TUTTI I COLORI DEL NOSTRO GIARDINO

L’isolamento a cui siamo stati e ancora saremo costretti dalla Epidemia, potrebbe avere conseguenze assai negative sul l’insieme delle nostre relazioni: personali, familiari, generazionali, sociali e comunitarie. 

Il comunicare con gli altri ha delle finalità pratiche come condividere le proprie conoscenze ed esperienze, esprimere la propria opinione, segnalare pericoli o anche chiedere aiuto. Ci sono però anche finalità più personali come la voglia di esprimere emozioni e sentimenti, la ricerca/offerta di empatia con gli altri, il bisogno di affermare la propria esistenza nella propria identità, la voglia di condividere l’universo mondo nel bene e nel male, nel bello e nel brutto.

Dice Massimo Recalcati: “La parola si soddisfa nell’ascolto dell’Altro. La mia parola è riconosciuta solo quando viene ascoltata.”

Sottolinea Michel E. De Montaigne: “La parola è per metà di colui che parla, per metà di colui che l’ascolta.”

Perciò c’è bisogno di un altro da sé disposto ad ascoltare. Qui nasce secondo me una relazione! Pensiamo all’insieme delle nostre relazioni come ad un bel giardino, con tanti fiori di tanti colori, di tante forme, con tanti profumi. Non lasciamo che l’isolamento lo inaridisca e lo sciupi. Pur rimanendo a casa nostra, al sicuro, teniamo i contatti con parenti ed amici, partecipiamo alle videoconferenze sui temi che più ci appassionano, seguiamo le attività proposte nelle nostre comunità!

Oggi si può fare. Impariamo a farlo!

Giorgio Santacaterina

Ascolto e Counselling … ce n’era bisogno prima, figuriamoci ora

Ci avviamo verso gli 8 anni di servizio alla persona e alla comunità da parte del centro di primo ascolto denominato Punto d’Incontro San Giorgio, e ci sembra importante dare a tutti gli Associati, Amici e Simpatizzanti, un piccolo resoconto dell’attività, specialmente in un periodo che di statistiche vediamo costantemente quelle dell’andamento del virus, dati che non vorremmo vedere ma che comunque ci danno la dimensione di una crisi che pare non finire mai.

I Volontari del Punto d’Incontro San Giorgio, alias “progetto DIMMItiASCOLTO”, hanno continuato a mantenere acceso il fuoco dell’ascolto attento: di questo c’era tanto bisogno prima del Covid-19, figurarsi durante la pandemia.

Nella prima fase del Covid-19 si è attivato un programma di “ascolto e counselling” online con ricorso a varie piattaforme. Successivamente da maggio si è ripreso anche l’attività in presenza. Al momento in cui scriviamo, l’attività procede online e in presenza, nel pieno rispetto delle disposizioni in essere momento per momento.

In sintesi, il 2020 ha visto uno sviluppo dell’offerta del nostro centro che ha ampliato la presenza territoriale nel comune di Thiene, ha attivato l’attività online e ha reso maggiormente disponibile la risposta al telefono, soprattutto per le persone sprovviste di internet. Il servizio, storicamente costruito su di un approccio di “ascolto e condivisione”, ha implementato il servizio grazie alla nuova modalità “ascolto e counselling”, inserendo appunto le abilità di counselling, quali fondamentali caratteristiche per una valida relazione d’aiuto.

Non solo ascolto quindi, ma anche profonda relazione che aiuti veramente chi è nel bisogno.

Nel corrente mese partirà la nuova iniziativa ORA MI SENTO MENO SOLA che è diretta alle persone anziane e sole, e che riprenderà uno strumento diffuso e importante in tempi di confinamento: il telefono.

Circa l’attività svolta dall’1 gennaio a tutto novembre 2020 ecco alcuni dati in evidenza:

Contatti 69, di cui via telefono 53 e diretti vis à vis 16

Di questi 18 sono rimasti fermi all’informazione telefonica o al primo scambio di idee e sono ora in fase di definizione

Gestione telefono, Volontari coinvolti 5

Operatori Volontari coinvolti con diversa intensità e frequenza negli incontri/colloqui compresi i counsellor 16

Incontri/colloqui svolti 120

di cui: in presenza 67 e online (telefono, piattaforme digitali) 53

Incontri di primo ascolto 88, incontri successivi di ascolto 52

Incontri di counselling 20

Stiamo proseguendo nell’analisi per capire le provenienze, le agenzie di provenienza e – soprattutto – i temi portati al primo contatto e al primo ascolto.

UN ANNO VISSUTO … PERICOLOSAMENTE

Dopo una lunga pausa riprendiamo il nostro dialogo. Per agevolarlo affiancheremo alle tradizionali forme di comunicazione anche la possibilità di incontrarci da remoto grazie alle nuove tecnologie, ma di questo vi daremo informazioni più avanti.

Difficilmente dimenticheremo il 2020. L’anno del Covid-19 con tutti i suoi vocaboli che ci evocano paure: epidemia, pandemia, positivo, virus, asintomatico, vaccino, terapia intensiva, tampone, mascherina, distanziamento per finire con lockdown. Ad un certo punto il peggio sembrava essere passato ed invece in questi giorni stiamo verificando che tutto si ripropone come prima, forse peggio di prima. Ci troviamo a fronteggiare una vera e propria emergenza sociale senza precedenti. Non solo di tipo economico, sanitario, culturale e politico ma piuttosto di relazione con l’altro o gli altri. Un pericoloso deterioramento del legame interpersonale, intergenerazionale e comunitario. Molte persone soffrono per situazioni di drammatica solitudine. Tantissime nell’ombra e nel silenzio. Il Gruppo Sociale e Missionario San Giorgio O.D.V. che da anni ha avviato i ‘Centri di Ascolto’ ha voluto aggiornare la propria offerta di ascolto condiviso, empatico e solidale con il progetto ‘DimmiTiAscolto’ proposto anche in modalità online (vedasi precedenti NiL). L’attività della Associazione è comunque proseguita. Abbiamo approfittato per progettare le nostre future iniziative, pensate quasi sempre in collaborazione con altre associazioni del territorio. Tra queste segnalo la partecipazione ad un Bando della Fondazione Cariverona e ad un altro della Regione Veneto. Il 22 ottobre si è svolta l’Assemblea Ordinaria per la approvazione del Bilancio Consuntivo per l’anno 2019, per la quale abbiamo sperimentato con successo la modalità di partecipazione da remoto, via Internet. Il 31 ottobre, grazie alla disponibilità del Centro di Servizio per il Volontariato di Vicenza, abbiamo offerto la possibilità di sottoporsi al Test Sierologico Rapido Covid-19 a 114 persone. Volontari del nostro Gruppo, delle strutture di solidarietà parrocchiali ed altre associazioni della città. Il servizio è stato molto apprezzato.

Chiudo ricordando che noi ci siamo e che insieme si può!

Arrivederci a presto.

Giorgio Santacaterina

22 ottobre 2020 – Assemblea Ordinaria per l’approvazione del Bilancio Consuntivo

Nell’Assemblea Ordinaria che si è svolta giovedì 22 ottobre è stato approvato all’unanimità dei presenti il bilancio consuntivo dell’Associazione.

La relazione al bilancio è pubblicata per intero nella sezione “associazione”.

Nella serata abbiamo avuto modo di sperimentare una nuova modalità di riunirci, in presenza e on-line simultaneamente.

Tutto ha funzionato nel migliore dei modi, permettendoci di riunirci senza timori anche in un momento in cui il distanziamento sociale impone precauzioni che limitano la possibilità di incontro fra le persone.

È questa la sfida più grande che sta emergendo da questa pandemia … riuscire a mantenere la SOCIALITÀ che dà senso al nostro essere COMUNITÀ.