RESPONSABILITÀ CONTRO LA PAURA.

RESPONSABILITÀ CONTRO LA PAURA.

Quello che sta avvenendo in tutto il mondo e pertanto anche nel nostro Paese a causa della Pandemia di Covid-19 sta alimentando grandi paure: quella per la propria situazione economica; quella per la temporanea perdita di spazi di libertà, di educazione, di cultura, di svago ed anche di culto; ma soprattutto l’angoscia che il virus si insinui in casa nostra e tra i nostri familiari. La paura può condurre ad atteggiamenti molto egoistici e pericolosi, così come sottolineato dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella: “questo virus tende a dividerci“. Capita che in questo periodo sia in aumento il numero delle persone in sofferenza e bisognose di un sostegno, non soltanto economico ed assistenziale, ma anche personale o più semplicemente ‘umano’. Affermava Gino Strada, citato di Tiziano Terzani: “siamo insensibili alla sofferenza del presente, e se si perde di vista la sofferenza di uno, se si parla di sofferenza in generale, non si capisce più la sofferenza“. Adesso si impone una assunzione di responsabilità di tipo politico e sociale, ma anche di tipo personale. Certamente nel contrasto al virus le decisioni più importanti spettano al Governo, alle Regioni, all’Istituto Superiore di Sanità e così via, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità. Però ciascuno di noi è sollecitato individualmente ad una responsabilità personale, consapevole, attiva e solidale nei confronti di chi abbiamo vicino. Prima di tutto rispettando le regole sull’uso della mascherina, sulla limitazione degli spostamenti, sul distanziamento Sociale e così via. Poi però è necessario guardarsi attorno per cogliere le richieste di aiuto, di ascolto e di gesti d’amore. Come ha scritto Enzo Bianchi: “farsi prossimo con amore richiede di assumersi la responsabilità dell’altro. Perché l’amore nella sua forma più alta prende la forma della responsabilità”. Scopriamo l’altro vicino a noi, mettiamoci in gioco, ascoltiamo, aiutiamo, condividiamo…in una parola amiamo! Perché come diceva ancora Enzo Bianchi: “siamo responsabili di quello che verrà, abbiamo un debito verso il futuro”.

Viviamo nel rispetto, condividiamo nella fraternità, aspettiamo chi resta indietro, costruiamo una Comunità che sia unita, attenta, responsabile, inclusiva e solidale. 

Un sereno Natale a tutti.

Giorgio Santacaterina 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.