Ricordo di due giovani uniti dall’ideale che era di don Bosco

In questi giorni, un’intera città ha appreso incredula, nel mezzo di una giornata qualsiasi,  della prematurissima scomparsa di due persone speciali: don Francesco, giovane sacerdote salesiano notissimo a Schio e Alberto, giovanissimo studente, atleta impegnato socialmente, entrambi animatori salesiani.

Sicuramente, la tragicità dell’evento e la conoscenza delle due persone speciali hanno destato grande impressione e sofferenza a Schio e fuori città. Ma vogliamo in questa sede rivolgerci a quanto don Francesco e Alberto ci hanno indicato con la loro breve vita, con le loro testimonianze.

Infatti, credo sia il messaggio semplice e al contempo fondamentale che ci ritroviamo a elaborare, assieme al lutto comunitario, ad aiutarci a mitigare dolore e tristezza.

In una bellissima intervista, don Francesco spiega con sorprendente autenticità la basi della sua scelta vocazionale. Una scelta che si rifà a don Giovanni Bosco, animatore rivolto principalmente al mondo giovanile. Ecco alcuni passaggi dell’intervista, in cui tutte le fasi del suo raccontarsi iniziano e proseguono con il verbo “credo”. Un’intervista in cui a parlare è don Francesco, ma in cui c’è anche Alberto, anche se non fisicamente presente nell’occasione, in quanto i protagonisti sono chiaramente Dio e i due giovani, Suoi Animatori.

  • La scelta di diventare sacerdote salesiano è maturata in modo semplice e col tempo, a partire dall’impegno di animatore in parrocchia… ove ho incontrato l’esperienza salesiana …
  • Due sono state le esperienze che mi hanno aiutato a pensare a quanto Dio avesse a cuore la mia vita … la prima esperienza è stata il ricevere come animatore la responsabilità dei ragazzi, del gruppo, delle attività e sentire che si fidavano di me; e, seconda esperienza, il riconoscimento di persone che si preoccupavano di me, si prendevano cura di me e che si interessavano di quello che stavo vivendo …
  • Tornando alla prima esperienza, la responsabilità sui ragazzi, farsi carico delle loro difficoltà e interessarsi seriamente al loro cammino di fede, credo sia stato decisivo …
  • Che c’entra Dio con la mia vita? – domanda tra le tante che mi arrivavano e io non trovavo risposte – ma partendo dalle fatiche dei ragazzi e rivolgendole a Dio ho visto rinascere la mia fede …
  • È qui che ho capito che Dio si prendeva cura di me e mi dava felicità. Ma allora perché non posso fare questo per tutta la mia vita? Anziché l’animatore per sempre, il sacerdote per sempre … Se mi penso da grande mi vedo felice così …
  • Così potrò diventare salesiano, mettere la mia vita nelle mani di Dio per farmi carico della felicità dei ragazzi che Lui ma manderà …

Ed è stato così anche nell’esperienza di Schio di circa otto anni.

Un giovane animatore, sacerdote salesiano, sempre disponibile e allegro. Pronto all’Ascolto. Il mio ricordo personale è di un giovane con una visione speciale di vita che portava gioia e la sua presenza spesso “ostacolata” da tanti impegni era sempre illuminante. Ci mancherà’ tantissimo. Mancherà tantissimo ai tanti ragazzi che lo amavano.

Qualcuno ha detto in questi giorni che somigliava per il suo esserci ed impegnarsi a don Bosco. Di certo, il fondatore dei Salesiani era il suo riferimento inequivocabile.

Se guardiamo al libro originale edito dai Salesiani di Torino (Don Bosco – Meridiano 12 Torino 1965) pubblicato nel 150° della nascita di San Giovanni Bosco, presente in libroteca Librarsi Liberi, troviamo molte tracce di don Francesco. Una per tutte in quarta di copertina: “Circondato da un folto gruppo dei suoi ragazzi, un giorno don Bosco domandò a uno di loro: qual è la cosa più bella che tu hai visto al mondo? E il ragazzo di colpo rispose; Don Bosco!”. Ecco. A me pare che lo stesso sarà successo con don Francesco, magari con vicino Alberto, circondati da una folla di ragazzi.

È così che come San Giorgio che lo vogliamo ricordare, e gli siamo grati anche per la importante collaborazione e per il sostegno continuo nelle attività sociali che abbiamo ricevuto, come singoli e come gruppo.

Ciao ragazzi, come dall’immagine, è il saluto che l’Oratorio Salesiano di Schio ha lanciato sui social. È un saluto di gioia e di reciprocità, noi che salutiamo i ragazzi che ci guardano felici e divertiti, e al contempo un saluto che Francesco e Alberto, unitissimi, ci rivolgono …

Immagini:

  • Ciao ragazzi, da facebook – Oratorio Salesiano di Schio
  • Don Francesco, da TG Venetonews

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Con affetto


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