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DAVIDE UNO DI NOI

La copertina del primo volume di Lamoon del loontano mondo di Oon, libro di Davide Sesti

In dialogo con Davide Sesti, nostro collaboratore, a cura della redazione NiL

Oggi dialoghiamo con un nostro caro amico che non tutti conoscono pur essendo ben presente con il suo impegno nella nota attività di Dimmitiascolto. Quindi, cerchiamo di conoscerlo meglio accogliendo la sua testimonianza.

Redazione: Davide raccontaci di te …

Sesti: Eccomi, ho 49 anni, abito a Isola Vicentina, diploma di Perito commerciale e Ragioniere programmatore, come attività principale svolgo la professione di tecnico informatico programmatore di pc, sto svolgendo un tirocinio per diventare Counselor Psicodinamico e ho studiato fino al secondo anno alla Facoltà di Psicologia a Padova.

Suono la chitarra elettrica hard rock e amo leggere tantissimo … un po’ di tutto, dai romanzi – di qualsiasi tipo basta che siano avvincenti – ai saggi di antropologia, psicoanalisi, filosofia, sociologia, economia, ecc.

Sono più di vent’anni che faccio il programmatore e circa venti che studio e negli ultimi tempi ho riscoperto il piacere di scrivere. Sì, dico riscoperto perché in gioventù, prima dei vent’anni, scrivevo moltissime poesie – che non ho mai pubblicato ma che a suo tempo mi avevano fruttato un paio di riconoscimenti scolastici letterari – e prima ancora, da bambino mi perdevo a scrivere un’infinità di piccoli racconti di fantasia. Amo anche la musica e la buona cucina, e il cinema ma solo quando è arte…

R.: Un profilo decisamente intrigante il tuo … dallo studio alla musica, dalla lettura allo scrivere e non solo … se fosse un libro si potrebbe titolare “ricerca, impegno e passione”, giusto?

S.: Assolutamente sì. Studiare e approfondire tutto quello che mi può far crescere e maturare. Ma mi piace tanto immergermi nella lettura dei romanzi fantasy, gialli o anche storici, l’importante è che siano in grado di tenerti incollato alle pagine dalla prima fino all’ultima! Infatti, amo la tensione, e forse anche per questo mi dedico a suonare la chitarra elettrica dura, libera e selvaggia.

L’altro grande interesse sarebbe anche il cinema, ma quello che ti trasmette un messaggio coraggioso, che sappia stare anche fuori dalle righe e dalle categorie commerciali di più largo consumo. E poi amo la natura: boschi e mare, quello cristallino.

R.: Un profilo decisamente intrigante il tuo … dallo studio alla musica, dalla lettura allo scrivere e non solo … se fosse un libro si potrebbe titolare “ricerca, impegno e passione”, giusto?

S.: Assolutamente sì. Studiare e approfondire tutto quello che mi può far crescere e maturare. Ma mi piace tanto immergermi nella lettura dei romanzi fantasy, gialli o anche storici, l’importante è che siano in grado di tenerti incollato alle pagine dalla prima fino all’ultima! Infatti, amo la tensione, e forse anche per questo mi dedico a suonare la chitarra elettrica dura, libera e selvaggia.

L’altro grande interesse sarebbe anche il cinema, ma quello che ti trasmette un messaggio coraggioso, che sappia stare anche fuori dalle righe e dalle categorie commerciali di più largo consumo. E poi amo la natura: boschi e mare, quello cristallino.

R.: Quale è il tuo rapporto con Dimmitiascolto?

S.: Da circa un anno sono entrato in contatto con questa realtà che mi ha subito affascinato, sia per la sua mission specifica e ben delineata e sia per il suo coraggio: offrire un servizio di ascolto e counseling, di alto profilo e fatto con passione a persone di ogni tipo e di qualsiasi estrazione sociale ed etnica, con un occhio di riguardo per i meno abbienti. Un luogo dove ci si può confrontare liberamente con gli altri counselor/operatori e allo stesso dove si riesce a lavorare più che bene. Devo dire francamente: mi piace!

R.: Hai spesso citato il counseling, che cos’è per te?

S.: Innanzi tutto è rispetto, è una modalità per esprimere liberamente il mio rispetto per l’altro, un modo non convenzionale e non stretto dentro i soliti cardini del perbenismo per manifestare concretamente quanto sia importante il rispetto. 

E il primo rispetto tangibile passa attraverso l’ascolto, l’ascolto attento e partecipe, l’ascolto direi quasi amorevole, o comunque ben disposto e positivo nei confronti di chi mi parla e mi porta i suoi problemi, i suoi dolori e i suoi ricordi più dolorosi, la sua vita, a volte anche le sue gioie più sincere, anche questo spieghiamoci! 

C’è chi condivide anche le sue esperienze più belle. È uno spazio di condivisione e di aiuto che difficilmente si può trovare in giro, nella quotidianità, nella nostra quotidianità dilaniata dalla violenza, dall’indifferenza e dalla stupidità. È uno spazio di recupero della propria umanità, non solo per chi riceve aiuto ma anche per chi lo offre.

R.: Davide, da dove nasce questo interesse? In altre parole, perché lo fai?

S.: Questa è la domanda più bella! Dirò che tutto è iniziato molti anni fa, avevo poco più di 35 anni, e dopo diversi anni che studiavo psicoanalisi seguendo on-line la scuola dello Studium Cartello di Milano di Giacomo B. Contri mi è “venuta voglia” di passare alla pratica. 

Già proprio così, ho sentito il desiderio di praticare, così ho iniziato ad interessarmi, ad incontrare dei professionisti per intraprendere un’analisi personale e allo stesso tempo mi sono informato anche che tipo di scuola e percorso potevo seguire e fu così che conobbi pure il counseling, e Carl Rogers, che presto divenne l’altro mio grande maestro di pensiero e diciamolo pure, di vita, insieme a Contri, Freud e Lacan. 

Crescendo quindi tra psicoanalisi e scuole di counseling ho maturato e affinato sempre di più il significato del quel mio primo “aver voglia”, e sono arrivato alla consapevolezza che la pratica della relazione di aiuto per me era un’espressione di massima umanità, di ricerca della verità nel rispetto più grande e più autentico riservato all’altro, e di conseguenza di vero aiuto capace di cambiare – poco o tanto – la vita e la quotidianità.

R.: Grande passione anche questa. Ma ami anche scrivere e hai di recente pubblicato ancora. Raccontaci qualcosa al riguardo …

S.: Da bambino scrivevo tante storie che avevano come protagonisti gli animali, oppure storie di fantasia. Da ragazzo ero diventato poeta, e poi qualche anno fa mi sono messo a scrivere tre romanzi brevi (il terzo lasciato incompiuto) mai pubblicati che erano un’esplicita simbolizzazione della realtà, specialmente dei conflitti personali e interiori, ma anche sociali. Ero rimasto suggestionato dai film di Krzysztof Kieślowski e avevo deciso di tradurre la simbolizzazione cinematografica delle immagini nelle parole, nel discorso narrativo, quindi non immediatamente immaginativo. 

Morta lì la cosa, dopo tanti anni, in periodo Covid, mentre ero tappato in casa, senza libertà come tutti, lavorando a part time, ho iniziato a guardarmi tanti “anime”, in particolare quelli di “Lamù la ragazza dello spazio”, un surreale (e in questo si agganciava al “simbolismo reale” di cui sopra) cinema di fantascienza comico, erotico-demenziale con molti riferimenti critici alla cultura, molte denunce sociali semi-sottaciute tra una battuta e l’altra dei suoi strampalatissimi personaggi.

R.: E che successe?

S.: Successe che scattò la scintilla, l’intuizione! Scrivere un racconto – non più breve stavolta – ispirato a Lamù e alla sua aura di contestazione trasgressiva, delle sue avventure solo apparentemente prive di senso, un racconto con dei nuovi personaggi tratti dall’”anime”, Lamoon e le sue amiche pazze, che raccogliesse l’eredità del simbolismo delle mie precedenti storie e l’unisse ad una voglia di cambiamento (forse anche una certa rabbia) non solo culturale ma anche di scrittura e di cosa si può intendere anche per testo narrativo (non a caso unisco molti stili dentro il mio romanzo, il teatrale, il narrativo classico, l’autobiografico, il diario a quatto mani che ad un certo punto litigano tra di loro, tranches di whatsapp ecc.) e, ovviamente, voglia di vita.

R.: Fu così che si arrivò al libro?

S.: Sì. Così scrissi e pubblicai il mio primo romanzo, il primo di una trilogia, dopo tre anni di lavoro, difficile ma che mi ha dato la soddisfazione di partorire qualcosa di completamente mio. Ora sto lavorando al secondo libro della saga “Lamoon del lontano mondo di Oon.

R.: È il libro in due volumi che abbiamo a disposizione, per chi amasse il genere o fosse incuriosito dall’opera, nella sezione narrativa della nostra libroteca Librarsi Liberi. Davide, in breve, cos’ è per te scrivere?

S.: Per me scrivere vuol dire sperimentare dimensioni nuove del pensiero scrivente, nuove modalità di comunicazione, non sopporto ripetere acriticamente la “tradizione” per fare soldi …

R.: Ok! Due parole sui tuoi programmi futuri?

S.: Il mio sogno, i miei sogni, sono aprire uno studio associato di Counseling con altri professionisti che condividano la mia passione, passione per l’umano soprattutto, continuare l’avventura della scrittura con la sua sperimentazione narrativa e artistica, e quando lo stato di salute e lavorativo me lo permetterà riprendere con i corsi di chitarra elettrica hard rock-metal (anche questa carriera artistica non mi dispiacerebbe). Il tutto mi auguro nel più beve tempo possibile; nel frattempo concluderò il mio tirocinio e cercherò di dare nuove svolte alla mia vita.

R.: Grazie Davide. Una persona in ricerca … come appare chiaramente da questa gradita testimonianza. Auguri per i tuoi progetti. Grazie per il lavoro che condividi con Dimmitiascolto e le associazioni di riferimento.

Il libro di Davide è disponibile presso Librarsi Liberi, ed è consigliato agli amanti di fantasy, fantascienza, anime, e comedy sentimentale.

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Con affetto


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