IL GIOVANE HOLDEN
The Catcher in the Rye ovvero Il Giovane Holden
Proposta di lettura da parte di Gianni Faccin per Librarsi Liberi
Innanzitutto due curiosità su questo libro di J.D. Salinger, consigliatissimo (Einaudi 2018). Quando The Catcher in the Rye, titolo originale del libro (Il giovane Holden fu deciso nelle edizioni italiane visto l’intraducibilità di quello originale), fu pubblicato nel 1951, diventò un vero fenomeno letterario.
Fino ad ora il libro ha venduto più di sessantacinque milioni di copie nel mondo e la sua popolarità non accenna a fermarsi. Salinger è riuscito a dar voce alla ribellione degli adolescenti nei confronti del mondo degli adulti e della società contemporanea.
Negli anni ’50 i giovani si identificarono con il protagonista del romanzo, Holden Caulfield, e con i suoi sentimenti di alienazione, confusione e difficoltà di comunicazione con gli altri.
Lo scrittore mostra la sua grande abilità nel catturare perfettamente il linguaggio colloquiale, talvolta critico, tipico degli adolescenti americani di quegli anni, usa molto lo slang, espressioni talvolta sgrammaticate e anche volgari che gli procurarono un duro attacco da parte dei critici contemporanei.
Altra curiosità: la copertina del libro. Salinger pretese che la prima edizione de Il giovane Holden avesse una copertina interamente bianca affinché i lettori lo acquistassero esclusivamente per il suo contenuto. Non voleva, insomma, influenzare in alcun modo la scelta di acquisto.
Detto ciò, vediamo la trama del romanzo. Holden Caulfield, il protagonista adolescente, racconta in prima persona cosa gli è accaduto nell’arco di un paio di giorni il dicembre precedente.
Holden appartiene a una famiglia americana benestante e studia alla Pencey School, in Pennsylvania, ma viene espulso a causa dei suoi brutti voti- Così, decide di lasciare la scuola prima che i genitori vengano a sapere della sua espulsione. Si reca a New York, dove vive diverse disavventure e fa incontri piuttosto deludenti.
Fisicamente e psicologicamente esausto, Holden fa visita alla sorellina Phoebe mentre i suoi genitori non sono in casa e quando Phoebe gli chiede cosa gli piacerebbe fare da grande lui risponde che gli piacerebbe essere un catcher in the rye (un prenditore nel campo di segale), rimanere sull’orlo di un burrone e salvare i bambini che giocano nel campo di segale prima che cadano dal precipizio.
Il giorno successivo Holden, in partenza per la California, va a salutare Phoebe. Poi la porta allo zoo di Central Park e mentre la guarda andare sulle giostre, Holden si sente felice. Il racconto del ragazzo si ferma a questo punto, quando inizia per lui un periodo difficile dovuto ad un esaurimento nervoso.
Il modo spontaneo e sincero in cui Holden parla e la sua visione del mondo in qualche modo ricordano i personaggi creati dal romanziere Mark Twain, Tom Sawyer e Huckleberry Finn. Nei suoi romanzi Twain descrive i suoi personaggi vivere tante avventure nel tentativo di fuggire dalla società e dalla sua ipocrisia.
Il tema della fuga è molto comune nella letteratura nord-americana, soprattutto per gli scrittori della Beat Generation come Jack Kerouac, che rifiutavano il materialismo e il conformismo degli anni del dopoguerra.
Tornando a Salinger, una delle parole preferite dal suo personaggio Holden Caulfield è phony (falso) che lui usa per indicare coloro che considera ipocriti. Holden ha difficoltà a crescere perché teme che crescendo diventerà il tipo di persona che più detesta.
Infatti, considera il mondo degli adulti phony e gli unici momenti in cui si sente veramente felice sono quelli che trascorre con la sorella minore Phoebe e con i bambini in generale perché sono innocenti e puri.
Holden dice a sua sorella che vorrebbe essere un catcher in the rye, per salvare i bambini che giocano in un campo di segale prima che questi cadano dal precipizio, e questo precipizio, metaforicamente, potrebbe rappresentare la soglia dell’età adulta. Holden si rende anche conto che la crescita è inevitabile, non potrà proteggere i bambini e preservare la loro innocenza, ciò per lui è una fonte di frustrazione e di profonda sofferenza.
Personalmente è piaciuto tantissimo questo libro che avevo in programma di leggere da tantissimo tempo.
Sono interessanti almeno due cose: la prima la forma colloquiale che caratterizza la narrazione da parte dello scrittore, qualcosa che ti fa entrare nella storia e nel sentire del personaggio e che diverte, anche; la seconda il geniale rimando ai lettori dei sentimenti di una giovane generazione di quegli anni (1950) in cui prevalevano incertezze, paure e confusione circa il futuro, un richiamo che non pare – per i giovani di oggi – molto diverso pur essendo la nostra epoca considerata “avanzata”. In effetti, oggi chi si sta seriamente preoccupando delle ansie delle nostre giovani generazioni?
Note
Spunti da https://www.studenti.it/jerome-david-salinger-biografia-libri-pensiero.html (Teresa Bosica);
Immagini dal web
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Con affetto
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