Vent'anni di solidarietà a Vicenza: dai "piccoli semi" di Unisolidarietà all'aiuto concreto per la nostra gente
Di Paolo Rudella
In un panorama sociale caratterizzato dall’emergere di fragilità silenziose ma diffuse, il volontariato vicentino costituisce un presidio insostituibile per garantire coesione, sostegno ed equità. Esempio emblematico di questo impegno duraturo è Unisolidarietà – Unicredit Vicenza per il Sociale APS ETS, associazione nata nel maggio 2005 dall’iniziativa di dipendenti, pensionati del gruppo UniCredit e loro familiari, supportati dalla Unicredit Foundation e da Unicredit Banca.
A vent’anni dalla sua costituzione, l’organizzazione dimostra come la solidarietà promossa tra lavoratori possa tradursi in un impatto tangibile su tutto il territorio provinciale.
Un bilancio ventennale: risorse e progetti per il territorio
In due decenni di operatività, Unisolidarietà ha erogato circa 530.000 euro a favore di persone e nuclei familiari segnati da gravi difficoltà economiche, problemi sanitari e disabilità.
Guidata dal presidente Carlo Pepe e dal segretario Gianluigi Coltri, l’associazione conta oggi 107 soci (41 dipendenti in servizio, 59 pensionati e 7 congiunti).
Tra i pilastri dell’attività spicca la collaborazione con il Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) della provincia di Vicenza.
Attraverso il bando “Azioni di contrasto alle nuove povertà“, giunto alla XIII edizione, Unisolidarietà offre alle associazioni sociali risorse per sostenere in vari modi molte situazioni di fragilità (economica, sanitaria, psicologica, ecc.) di cui vengono a conoscenza.
Nelle prime dodici edizioni, questo bando ha permesso di finanziare 211 progetti in 20 Comuni. Nella XIII edizione, lo stanziamento è stato di 19.200 euro per sostenere 24 progetti idonei.
Dalla macro-solidarietà all'aiuto diretto: il caso del Gruppo San Giorgio a Schio
Per comprendere l’impatto di questi fondi, occorre guardare a come si trasformano in risposte concrete sul campo. Un esempio significativo è il progetto che il Gruppo Sociale e Missionario San Giorgio ODV ha presentato per il bando 2026.
Con l’iniziativa “Una comunità che si aiuta”, il Gruppo San Giorgio ha richiesto un contributo di 1.000 euro (su un budget totale di 1.200 euro) per aiutare tre specifici nuclei familiari di Schio, contribuendo al pagamento delle utenze, al trasporto di persone disabili, all’acquisto di farmaci e alla corresponsione segli affitti.
Al Gruppo San Giorgio sono stati assegnati dal bando 800 euro, che, assieme a risorse proprie del gruppo, finanzieranno integralmente il budget previsto.
Una rete solidale che mette al centro la persona
L’efficacia di questi aiuti si basa su una fitta rete di collaborazioni territoriali.
Infatti, in questo come altri progetti, il Gruppo San Giorgio coinvolge i Servizi Sociali di Schio, la Parrocchia di Poleo, e altre associazioni che operano nel campo dell’aiuto alla persona. Grazie anche allo sportello “Dimmitiascolto“, i nostri volontari intercettano tempestivamente i bisogni reali della comunità.
La sinergia tra enti erogatori come Unisolidarietà e realtà operative come il Gruppo San Giorgio dimostra che la risposta alle nuove povertà nasce dall’unione tra risorse economiche, presenza sul territorio e ascolto attivo delle persone.
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Con affetto
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