Resoconto della prima attività di ALISEA – “Comunicare autenticamente – Si fa presto a dire … faccio il volontario”
Lo scorso venerdì 13 marzo, si è tenuto presso la Casa del Giovane di Poleo, il secondo incontro rivolto ad operatori volontari che operano in diverse realtà del nostro territorio. Un primo incontro si era tenuto sempre a Poleo il 17 dicembre 2025. Si è trattato di un primo ciclo sperimentale d’incontri in ambito progettuale ALISEA (Alleanze e Luoghi per l’Integrazione dei Servizi, l’Empowerment di comunità e l’Ascolto) per l’educazione e l’orientamento al volontariato sociale.
In base all’ascolto delle necessità si era da tempo deciso di puntare su qualcosa di basico ma non per questo da dare per scontato, su qualcosa che fosse comunque largamente sentito. E quindi, abbiamo dato inizio al percorso puntando sulla comunicazione autentica da declinare con i capisaldi della comunicazione sana o non ostile (meglio conosciuta come comunicazione non violenta).
Siamo, ed eravamo convinti, che la maggior parte dei “muri” che dividono le persone, in ogni contesto, derivi da una mancanza di comunicazione autentica o da una cattiva comunicazione. Il tema è d’interesse, e il secondo incontro ha visto una partecipazione maggiore della prima.
Contiamo ora di proseguire su questa strada che ci vedrà “facilitatori” di crescita individuale e comunitaria. L’attività è stata promossa dalla nostra associazione che è capofila nel progetto ALISEA ed è stata condotta da tre facilitatori (counsellor relazionali) che seguiranno anche le iniziative successive da qui al 2027.
Riportiamo di seguito la testimonianza di una facilitatrice, Nicole Saccardo.
In un tempo in cui le parole viaggiano veloci, soprattutto online, fermarsi a riflettere su come comunichiamo è diventato sempre più importante. È proprio da questa esigenza che è nata la serata dedicata alla comunicazione non ostile per i volontari di diverse associazioni, un incontro pensato per creare uno spazio di dialogo, consapevolezza e confronto.
Durante l’incontro abbiamo esplorato il valore delle parole riprendendo il libro “Le parole sono finestre oppure muri” di Marshall Rosenberg e l’impatto che queste possono avere sulle relazioni, sia nella vita quotidiana sia nei contesti digitali. Comunicare non significa soltanto trasmettere informazioni: significa anche costruire ponti, generare fiducia e riconoscere l’altro.
Uno dei momenti più significativi è stato il confronto con i partecipanti. Attraverso esempi concreti e situazioni quotidiane, è emerso quanto sia facile cadere in dinamiche comunicative aggressive o superficiali, spesso senza rendersene conto. Allo stesso tempo, è diventato evidente quanto piccoli cambiamenti nel modo di esprimersi possano fare una grande differenza.
La serata non è stata solo un momento di teoria, ma anche di condivisione. Molti partecipanti hanno raccontato esperienze personali, mostrando quanto il tema della comunicazione tocchi da vicino la vita di tutti.
L’obiettivo dell’incontro non era offrire risposte definitive, ma stimolare una maggiore consapevolezza. Le parole, infatti, non sono mai neutre: possono ferire, ma anche curare; possono dividere, ma anche unire.
Come facilitatrice dell’incontro, insieme a Gianni e Maura, penso sia stata davvero una grande opportunità di crescita per tutti i partecipanti. Sono rimasta piacevolmente sorpresa della volontà di ognuno di loro di condividere le proprie esperienze e il successivo confronto. Osservare da fuori come una parola possa avere diversi significati per ognuno di noi e la conseguente consapevolezza di dover fare attenzione al mondo dell’altro che è diverso dal nostro è stata come una magia.
E queste magie accadono solo quando siamo in relazione con l’Altro accettando le diversità e il confronto.
Portare avanti il tema della comunicazione non ostile significa, in fondo, promuovere una cultura del rispetto e dell’ascolto. E serate come questa dimostrano che c’è un forte desiderio di fermarsi, riflettere e imparare a usare le parole in modo più responsabile.
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Con affetto
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