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NON RICORDARSI NULLA...

Spunti da Non mi ricordo niente di Nora Ephron – ed. 2025 Feltrinelli, a cura di Gianni Faccin per Librarsi Liberi

Inizio con un incipit del libro (quarta di copertina): “Vecchie amiche? Direi di sì. Sei molto contenta di vedermi. E io sono molto contenta di vedere te. Ma chi sei?”

Ho scoperto questo libricino grazie ad una recensione di G. Coltri sulla sua e-mailing giornaliera. Francamente mi ha subito attirato sia per il tema ben ricondotto al titolo, sia perché l’autrice non era stata mai tradotta in Italia. E pensare che si tratta di una nota sceneggiatrice, attrice, scrittrice e giornalista di New York, scomparsa nel 2012. Sue le sceneggiature di Silkwood, Harry ti presento Sally, Affari di cuore e Insonnia d’amore. Ha scritto e diretto C’è posta per te e Vita da strega.

Da poco sono tradotte e pubblicate da Feltrinelli anche altre sue opere che mi permetto di segnalare alle lettrici femminili … capiranno il perché a lettura fatta. Per esempio l’ultimo libro Il collo mi fa impazzire – Tormenti e beatitudini dell’essere donna (Feltrinelli 2025).

Ma tornando al libro in parola, esso è fatto di 23 racconti, tutti stimolanti e intriganti. La protagonista è sempre lei: Nora, una donna molto attiva che … ha problemi con la memoria. E non c’entra l’età. Questa cosa si trascina da quando Nora aveva 30 anni. Ed è tutto provato: le persone incontrate di cui non ricorda nulla, gli eventi, anche importanti, in cui lei era in prima fila e che tuttavia non hanno lasciato traccia: le manifestazioni a Washington contro la guerra in Vietnam, la serata alla Casa Bianca in cui Nixon di dimise, almeno un centinaio di partite dei Knicks e un’infinità di concerti rock, alcuni entrati nella leggenda. Non è stata a Woodstock, ma che differenza fa? Tanto non se lo ricorderebbe.

In ogni caso, in questa raccolta di narrazioni ci sono però anche le cose di cui Nora si ricorda benissimo. Come riuscì a farsi assumere dal New York Post a 21 anni. I tabù di sua madre. Le telefonate di suo padre. Come e perché portò a termine la sceneggiatura di Harry ti presento Sally pur pensando che non valesse niente.

L’amore, l’amicizia e la perdita. Ciò di cui farebbe volentieri a meno e quello di cui invece sentirà la mancanza quando avrà davvero dimenticato tutto.

La scrittrice Elena Stancanelli, nella sua rubrica del quotidiano La Repubblica, propone l’autrice che appare come acqua fresca e pura in un mondo dominato da violenza a tutti i livelli, paure e incertezze. La medesima si chiede: che senso ha leggere Nora Ephron in un mondo che è in fiamme?

Stancanelli si dà questa risposta: Ho sempre provato una profonda ammirazione per chi sa che la bellezza è quella cosa minuscola che continua ad accadere mentre intorno a te tutto va in pezzi.

E ancora si chiede: Come ci si prende cura di un mondo in fiamme, come si fa a non soccombere alla disperazione?

E si risponde: Non ci sono soluzioni. Ma io ho sempre provato una grande stima per quelle persone che giocano a scacchi sotto le bombe, per quel cinese di cui si dice che andasse davanti al plotone di esecuzione leggendo un libro. Per chi sa che la bellezza è quella cosa minuscola che continua ad accadere mentre intorno a te tutto va in pezzi. Per questa ragione penso che proprio in questo periodo valga la pena leggere i racconti di Nora Ephron. Sapendo che ridere e sorridere sono il miglior antidoto alla violenza. Che se chi ordina di sparare avesse coltivato il senso dell’umorismo, forse non l’avrebbe ordinato.

Note

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Con affetto


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