MOMENTI TRASCURABILI

Spunti dai tre Momenti trascurabili … di Francesco Piccolo, a cura di Gianni Faccin per Librarsi Liberi

Sono invece momenti non trascurabili di ironia, autoironia e humor, di cui abbiamo assolutamente bisogno.

E non è stato trascurabile l’intervento dell’autore in parola, affiancato dal celebre Pif, nello spettacolo ispirato ai libri cui ci riferiamo in questa uscita, proprio un mese fa, presso il teatro Astra di Schio. L’abbiamo incontrato, ascoltato e applaudito con un pubblico che ha riso dall’inizio alla fine.

Non ci stuferemo mai di riconoscere che i momenti che stiamo vivendo, ormai già da un bel po’, siano momenti terribili in un mondo che sta andando a pezzi. Purtroppo, è così anche se qualcuno insiste nel dire che è sempre stato così. Come che sia, viviamo tempi complessi e tremendi. Eppure, è proprio in questi momenti che occorre rifarsi anche a ironia e umorismo.

Per esempio, quell’ironia e quell’humor con cui Francesco Piccolo ha composto diverse sue opere. Come nel caso di Momenti di trascurabile felicità (2010), di Momenti di trascurabile infelicità (2015) e di Momenti trascurabili – vol. 3 (2020), tutti editi da Einaudi. Lo stesso vale per altri titoli, consigliatissimi come quelli citati e suggeriti dalla nostra libroteca-rivisteria.

“Piccolo” formato tascabile per questi scritti di Piccolo, in cui si raccolgono varie riflessioni e varie storie che hanno a che fare sì con lo stato di felicità o infelicità, ma che c’entrano appieno con storie di ordinaria vita e quotidianità che potrebbero appartenere a noi tutti, sia come singole circostanze e singoli eventi, sia come pensieri su storie vissute o che avremmo potuto-voluto vivere oppure che avremmo potuto-voluto evitare di vivere.

L’autore, originario di Caserta e classe 1964, è anche sceneggiatore e autore tv. Come scrittore ha vinto lo Strega 2014 e il Viareggio 2023. In tv è stato coautore di alcuni Sanremo e di vari programmi come Quello che non ho (omaggio a De André), Vieni via con me, entrambi condotti da Fazio e Saviano, Falcone e Borsellino, film sulla vita e morte dei nostri due magistrati uccisi dai mafiosi e dai collusi e molti altri programmi.

A pag. 90 del libro che più mi è piaciuto (terzo titolo citato) l’autore scrive, e qui non siamo nell’ironia: La complessità, hanno detto, è la caratteristica dell’epoca contemporanea. Noi credevamo che fosse soltanto un concetto filosofico, non pensavamo che sarebbe penetrata fin dentro la nostra vita quotidiana. Non pensavamo di trovarci dentro un’enorme quantità di scelte da fare ogni ora di ogni giorno di ogni settimana, fino ad esserne sfiniti. 

E quando poi siamo sfiniti, ci sono molte possibili opzioni che possiamo scegliere per riprenderci, e per ognuna di esse ci sono vari modi di operare. È così, all’infinito. Non immaginavamo che per scegliere un prodotto al supermercato, un’acqua minerale o una mela, si dovesse tener conto di così tanti fattori, testimonianze incrociate, dubbi atroci, fino a comprare qualcosa di abbastanza soddisfacente, con la sensazione che da qualche altra parte di sicuro ci sarà qualcosa di più soddisfacente.

… L’offerta di qualsiasi cosa si fa man mano gigantesca e aggrovigliata.

… Quando vedi persone che hanno due cellulari, sei carte di credito. Quattro tessere car sharing (e usano solo l’abbonamento ai mezzi pubblici), capisci che non ce l’hanno fatta, o che soccombere è stata la scelta più consapevole e riposante.

La complessità del contemporaneo, alla fine, nella vita quotidiana (ecco la parte ironica – ndr) si riduce a questo: un’enorme quantità di perdite di tempo; un tentativo sempre fallito di essere abbastanza furbo se non il più furbo di tutti; il sospetto continuo e che ti consuma i nervi di non aver scelto la soluzione migliore; e almeno tre amici che sono sempre pronti a dirti che “se lo dicevi a me ti procuravo la soluzione migliore, perché non me l’hai detto, ormai hai fatto una cazzata”.

Poi un giorno (ecco la parte umoristica – ndr) un mio amico mi ha visto in difficoltà perché non riuscivo più a decidere se il cappuccino lo volevo molto caldo, tiepido, con latte freddo o caldo, con schiuma o senza, polvere di cacao o no, ristretto, chiaro, scuro, molto scuro, grigio – e il barista aspettava la mia risposta impaziente. E mi ha detto: “ma non sai che c’è qualcuno che ti può aiutare? Sì, esiste un nuovo mestiere. È ancora in fase sperimentale, ma funziona. Si chiama: il Semplificatore. Provalo!”. Così, una mattina …

A pag. 124 l’autore racconta: Sono andato all’aeroporto a prendere mia figlia che è stata un mese e mezzo in Perù per fare volontariato in un paesino sperduto delle Ande, a venti ore di autobus da Lima. Tutti mi dicevano: ma che bella esperienza. Io pensavo che non era una bella esperienza almeno fino a quando non fosse tornata di nuovo qui davanti a me, solo dopo avrei pensato che era una bella esperienza. 

Invece per un mese e mezzo ho pensato soltanto a come sarei potuto mai arrivare in questo paesino sperduto se mia figlia mi avesse chiamato per dirmi: devi venire, ho bisogno di aiuto. E per un mese e mezzo ho tenuto il cellulare sul comodino con la suoneria al massimo e ho scoperto che la gente di notte ha una grande attività di messaggi e di mail, e si ricorda di scriverti le cose quasi sempre intorno alle tre. Comunque mia figlia non mi ha chiamato e soprattutto a un certo punto è tornata. Quando è uscita al terminal degli arrivi ci siamo abbracciati a lungo, commossi. Era qui davanti a me, le ho detto: che bella esperienza che hai fatto.

Immagini dal web: prime di copertina e immagine dell’autore rispettivamente da Amazon-libri e da “Il Foglio”

Riferimenti: anche nel film Momenti di trascurabile felicità regia di D. Luchetti 2019 – protagonista Pif – link: https://www.raiplay.it/programmi/momentiditrascurabilefelicita

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Con affetto


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