L'OPINIONE CORRENTE

Considerazioni sul libro L’opinione corrente di Umberto Eco (Ed. La nave di Teseo 2020) a cura di Gianni Faccin per Librarsi Liberi

Da qualche mese sono trascorsi dieci anni dalla morte di Umberto Eco da molti definito un “gigante”. Nativo di Alessandria, fu filosofo, semiologo, massmediologo, scrittore e non solo. Di lui ricordiamo ovviamente Il nome della rosa, Il pendolo di Foucault, Il cimitero di Praga, A passo di gambero e potremmo continuare a lungo. 

Il titolo in questione è rappresentato da un libriccino perché è assai ridotto e contiene pagine sparse sulle piccole cose del mondo, cose in cui esce il gigante per acume, capacità di analisi, attenzione e anche ironia. L’ho riletto recentemente è l’ho trovato stimolante e – come dice Mario Andreose – “attualissimo e fuori del tempo, come succede per tutti i giganti”.

Eco è sempre stato un attento osservatore di quell’insieme di valori, gusti, divieti, convinzioni che caratterizzano la vita di un’epoca: dai modi di parlare ai tic nei comportamenti, dai prodotti che hanno più successo in tv alle preferenze politiche. Si trattato sempre di recuperare tutti gli elementi possibili che aiutano per capire veramente una cultura.

Nei nove scritti raccolti nel testo, riguardanti il periodo 1977 – 2016 (quest’ultimo l’anno della sua morte), Eco ci offre uno spaccato, quasi sempre ironico, delle contraddizioni dell’essere umano, che dice tutto e il suo contrario, si scandalizza per un gesto disinibito ma offende al contempo con serenità chiunque non sia d’accordo con lui, costruisce tribunali popolari (vere e proprie gogne) ma non tollera i giudici dei tribunali veri.

Ho scelto, quale testimonianza” il quinto scritto del 2006 che tratta della famosa privacy, ma che Eco chiama “privatezza”.

Dice come riflessione di riferimento: Si diventa esibizionisti perché s’impara che più nulla potrà essere riservato – e quando non c’è più nulla di riservato, nessun comportamento diventa più scandaloso.

La prima cosa che la globalizzazione derivante da internet ha messo in crisi è la nozione di confine. Il concetto di confine è antico come la specie umana, anzi, come le specie animali tutte. L’etologia ci insegna che ogni animale riconosce intorno a sé, e ai suoi consimili, una bolla di rispetto, un’area territoriale entro la quale si sente al sicuro, e riconosce come avversario chi varca quel confine.

L’antropologia culturale ci ha mostrato come questa bolla protettiva vari secondo le culture, e per certi popoli una vicinanza dell’interlocutore che da altri popoli è sentita come espressione di confidenza, viene avvertita come intrusione e aggressione. A livello umano, questa zona di protezione si è estesa dall’individuo alla comunità. … Talora la nozione di confine (politico) è stata così ossessiva da far erigere un muro all’interno della stessa città, per stabilire chi stava di qua e chi stava di là. … Con internet sarà la stessa definizione di stato nazionale che entrerà a poco a poco in crisi. 

Internet non è soltanto lo strumento che permette di stabilire delle chat lines internazionali e multilingue. È che oggi una città della Pomerania può gemellarsi con un centro dell’Estremadura, trovando on line interessi comuni, e commerciando al di là delle autostrade, che attraversano ancora le frontiere.

Oggi, nel vivo di una inarrestabile ondata migratoria, è sempre più facile per una comunità musulmana a Roma collegarsi con una comunità musulmana a Berlino. Ma questa caduta dei confini ha provocato due opposti fenomeni. Da un lato non c’è più comunità nazionale che possa impedire ai propri cittadini di conoscere quello che accade in altri paesi, e sarà presto impossibile al suddito di una dittatura qualsiasi di sapere in tempo reale quello che accade altrove.

D’altro lato il monitoraggio severo che gli stati esercitavano sulle attività dei cittadini è passato ad altri centri di potere che sono tecnicamente in grado (anche se non sempre in forme legali) di sapere a chi abbiamo scritto, che cosa abbiamo comperato, quali viaggi abbiamo fatto, quali sono le nostre curiosità enciclopediche e addirittura le nostre preferenze sessuali. …

Sarebbe interessante proseguire nelle pagine successive in cui Eco cita Grande Fratello, Re Magi, Big Brother, Orwell, Borsa, Bibbia,  Manzoni e molto altro.

Ma vi invitiamo a leggere il libriccino che oggi presentiamo e troveremo molte argomentazioni utili a rivedere le nostre abitudini.

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Con affetto


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