L’ascolto come stile di vita – dialogo con Carl Rogers a cura di Gianni Faccin

Per quanto sia ovvio, diciamolo subito, il dialogo è costruito, ma sottende una importante lezione non sempre valorizzata anche dagli esperti: “Quando qualcuno ti ascolta senza giudicarti succede qualcosa di straordinario”.

Ritorniamo ancora sul messaggio e sulle indicazioni di questo straordinario psicologo statunitense, fondatore del metodo “centrato sulla persona” e tra i maggiori ispiratori dell’arte del counselling, in quanto la sua lezione di vita ha ispirato costantemente il nostro percorso, per quanto riguarda il progetto “DimmitiAscolto” che quest’anno compirà all’anagrafe 14 anni di attività ininterrotta, ma su questo torneremo più avanti.

Io partirei dall’affermazione famosissima di Rogers: Quando qualcuno ti ascolta senza giudicarti succede qualcosa di straordinario. Ecco, è vero che succede qualcosa di importante anche se avviene il contrario, ma in tal caso con il giudizio succede che: la comunicazione prende una piega poco piacevole, non ci si capisce, ci si chiude, si comunica in modo inefficace e inadeguato, si rischia di abbandonare il dialogo e rovinare la relazione, si mina ogni possibilità di replica e, alla fine, si vive un disagio inimmaginabile.

Ecco perché è fondamentale “ascoltare e farlo bene, ma soprattutto ascoltare senza giudicare”. Su questo occorre essere insistenti e decisi, in quanto la cosa che ci viene più facile in assoluto è il giudizio, anche senza volerlo. E quindi la prima pietra posata di quella costruzione che si chiama relazione verrebbe compromessa.

In definitiva, che cosa rende davvero speciale un incontro tra due persone? Non sono sempre le parole giuste, i consigli perfetti o la capacità di trovare una soluzione. A volte ciò che lascia un segno più profondo è semplicemente la sensazione di essere stati accolti, di aver trovato qualcuno disposto a restare accanto a noi senza giudicare.

Ma ascoltiamo Rogers, e proviamo per un attimo ad immedesimarci nelle situazioni.

Redazione: Qual è la base per un buon ascolto in ogni situazione?

Carl Rogers: Quando qualcuno ti ascolta davvero, senza giudicarti, senza cercare di assumersi la responsabilità per te, senza cercare di plasmarti, succede qualcosa di straordinario.” C’è una parola, in questa riflessione, che racchiude tutto il significato del messaggio di Rogers: davvero. Perché ascoltare non significa soltanto sentire le parole pronunciate dall’altro, ma riuscire a creare uno spazio in cui quella persona possa esprimere ciò che vive senza il timore di essere corretta, giudicata o ridotta a un problema da risolvere.

R.: Così, semplicemente?

C.R.: Sì. Ed è proprio qui che si trova uno dei bisogni più profondi dell’essere umano: non quello di trovare qualcuno capace di comprendere ogni dettaglio della nostra interiorità, cosa che forse nessuno può fare completamente, ma incontrare persone capaci di riconoscere il valore della nostra esperienza.

R.: E che avviene in concreto?

C.R.: “La nostra prima reazione di fronte all’affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione. Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un’opinione tendiamo subito a pensare è ingiusto, ‘è stupido, ‘è anormale’, ‘è irragionevole’, ‘è scorretto’, ‘non è gentile’. Molto di rado ci permettiamo di ‘capire’ esattamente quale sia per lui il significato dell’affermazione”.

R.: Da queste parole avvertiamo davanti a noi una domanda non banale …

C.R.: Certamente. È importante che ci interroghiamo. Quante volte, nelle nostre conversazioni quotidiane, siamo già pronti a rispondere prima ancora di aver ascoltato fino in fondo? Cerchiamo una soluzione, proponiamo un consiglio, raccontiamo qualcosa di simile che è capitato a noi. Spesso lo facciamo con le migliori intenzioni, perché vorremmo aiutare. Ma a volte l’altro non sta cercando una risposta: sta cercando semplicemente qualcuno che sappia esserci.

R.: Esserci?

C.R.: Essere presenti in modo autentico.

R.: Ossia?

C.R. Essere presenti nel modo più genuino possibile, per creare una relazione vera o, meglio, autentica. Una relazione autentica nasce proprio da questa disponibilità: lasciare all’altro la libertà di essere ciò che è, senza la necessità di modificarlo o indirizzarlo verso ciò che noi riteniamo giusto.

R.: È una visione straordinaria e non possiamo non essere grati ad autori come Carl Rogers (1902-1987).

Anche con l’attività di DimmitiAscolto e dei vari centri di ascolto abbiamo cercato di sviluppare queste indicazioni, utili nell’attività sociale ma anche nella vita privata.

È un insegnamento, quello di Rogers, che conserva una straordinaria attualità. Viviamo in un tempo in cui siamo continuamente collegati, ma non sempre realmente presenti. Abbiamo molti strumenti per comunicare, ma non sempre troviamo il tempo per incontrarci davvero (torna l’avverbio). E forse proprio per questo l’idea di Rogers appare ancora così preziosa: ci ricorda che la qualità di una relazione non dipende dalla quantità delle parole, ma dalla profondità dell’attenzione che sappiamo dedicare all’altro.

La buona notizia è che questa capacità non appartiene soltanto a poche persone. Non serve essere perfetti ascoltatori, né avere sempre la frase giusta. A volte basta imparare a rallentare, a lasciare spazio, a non avere la fretta di riempire ogni silenzio.

Perché sentirsi accolti non significa trovare qualcuno che sappia leggere completamente dentro di noi. Significa incontrare qualcuno disposto a camminare accanto a noi, anche quando non comprende ogni cosa.

È questa forse la lezione più importante che Carl Rogers ci consegna: le relazioni più autentiche non nascono dalla pretesa di capire tutto dell’altro, ma dalla scelta di esserci con rispetto, attenzione e umanità. E in un mondo che spesso corre troppo velocemente, saper ascoltare davvero può diventare uno dei gesti più rivoluzionari che possiamo compiere.

Per te, lettore che ci segui, ti è mai capitato di sentirti davvero ascoltato, senza essere giudicato? Lasciaci un commento, la tua esperienza può arricchire la riflessione di tutti.

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